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Se non fosse tutto vero sembrerebbe un modesto spettacolo andato in scena in un piccolo teatro di paese con attori della commedia dell’arte che improvvisano malamente la propria parte. Sì, come definire altrimenti la vicenda dei documenti negati al gruppo civico “Bareggio bene comune” che voleva vederci chiaro sull’appalto dell’asfaltatura delle strade? Infatti il Comune solo, dopo circa 50 giorni, ha risposto che non è stato rinvenuto l’interesse diretto, concreto e attuale per rilasciare la documentazione. Una motivazione curiosa che formalmente è prevista dalla norma, ma nel contesto in cui è maturata la richiesta appare fuori luogo, inopportuna se non pretestuosa. Certo che con questo modus operandi si è impedito di tacitare il gruppo civico, che così ora si sente ancor più legittimato a reclamare trasparenza, e nel contempo si è fatto di tutto per alimentare dubbi e sospetti. Infatti le domande a questo punto sono divenuti impellenti e inevitabili. Perché non dare la documentazione se tutto è in perfettamente in regola? Perché si è atteso oltre i canonici 30 giorni per rispondere a una legittima richiesta? Ma la cosa ancor più sorprendente è che in municipio – se non c’è nulla da nascondere – hanno finito per produrre un effetto boomerang e per di più offrire un formidabile assist agli esponenti di “Bareggio bene comune”, che, non essendo degli sprovveduti, sapranno come e quando utilizzarlo per andare in rete. Immaginare che si fermino davanti all’ostacolo frapposto, che considerano pretestuoso, è un’ingenua pretesa. Ma si sa che la burocrazia si considera onnipotente… finché gli viene permesso da chi si sente danneggiato. Tuttavia in tutta questa storia con polemiche furiose, lavori interrotti e poi ripresi, segnaletica orizzontale eseguita di notte, segnalazioni alla Prefettura, quello che è ancora più surreale è l’incredibile inerzia dell’opposizione, che non ha avuto nulla da ridire sulla gestione dei lavori.

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