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Ricevo e pubblico questa nota del Partito democratico che contesta le affermazioni del presidente del consiglio comunale Angelo Cozzi sul nuovo impianto sonoro dell’aula consiliare. Il presidente del consiglio Angelo Cozzi, decide, in queste giornate di ponte, di scrivere un articolo di cronaca per raccontare come l’impianto sonoro del consiglio comunale sia funzionante e sia d’esempio per gli altri paesi. Articolo legittimo da scrivere se non fosse che, leggendolo, sembra quasi che il protagonista non sia l’impianto stesso, ma delle fantomatiche critiche che il PD bareggese avrebbe fatto a questo strumento. Detto ciò, la prima domanda che ci siamo fatti come PD è stato che cosa il nostro partito avrà mai detto, siccome non ci risulta di averlo mai criticato; quindi, signor presidente Angelo Cozzi, può indicarci le parole di critica che abbiamo usato per denigrare un impianto sonoro? Sicuramente, non ci nascondiamo dal dire che abbiamo fatto appunti sull’uso che l’amministrazione ha fatto di esso, viste le difficoltà iniziali relative al collegamento.
Dopotutto, uno strumento ottimo nelle mani di chi non è in grado di usarlo, diventa inutile; infatti, questo impianto è nato con l’obiettivo di ridurre i costi, ma per poter funzionare ha sempre bisogno di due dipendenti comunali.
Inoltre, e lo diciamo con fermezza, critichiamo il modo che il presidente del consiglio ha nel gestire l’uso del microfono durante il consiglio comunale, giudicato, da parte nostra, poco funzionale allo svolgimento del consiglio stesso e, in alcuni casi, poco rispettoso nei confronti di un partito di opposizione come il nostro.
Quindi, visto che è la norma per l’amministrazione locale ricondurre ogni cosa che avviene in questo paese al PD ci rendiamo conto che, forse, accusarci anche di cose che non abbiamo mai detto diventa esagerato. Che sia una strategia in vista delle prossime elezioni comunali? Sarà che la Lega bareggese inizia ad avere timore delle iniziative del Partito democratico? Non abbiamo le risposte a tali domande che ci siamo posti, ma speriamo, in futuro, di ricevere critiche sulle cose fatte e non su delle fantasie.

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