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L’11 aprile scorso, in Milano, organizzato dall’associazione “Amici della Cascina Linterno” e da Campo – Università di Milano – Campagna si è parlato della cavetta di Cusano, divenuta il 1° giugno 2018 “Punto Parco” nel più ampio contesto del Parco Agricolo Sud Milano. La cavetta è gestita  dall’associazione Banca del tempo di Cusago di cui è presidente Mariàngeles Expòsito Peinado. All’incontro ha partecipato il poeta cornaredese Gianfranco Brusasca che ha fatto il resoconto della serata. “Una serata magica e magnetica densa di sentimenti e di passione culturale, quella che si è palesata, con la presentazione della cavetta di Cusago per l’esposizione di Mariàngeles Expòsito Peinado, come pochissime sono avvenute nell’oratorio di Santa Maria Assunta” si è confidato con me Gianni Bianchi, presidente dell’associazione “Amici della Cascina Linterno” per l’atmosfera che si è creata anche per via via dell’intervento iniziale e conclusivo di Alberto Belotti, coordinatore Incontri di Campo – Università di Milano – Campagna, che ha posto in evidenza la necessità di mantenere alti i valori della identità di tutto il territorio del Parco Agricolo Sud entro il quale si “gioca” il rafforzamento della vocazione agreste-rurale ancorché contadina con la sua biodiversità e varia umanità.

Ha poi colpito la elencazione puntuale di molti dati che fanno capo alla qualità degli interventi della Banca del tempo di Cusago. Per un cambiamento in meglio delle vaste aree che debbono sempre più coniugarsi nel basso irriguo milanese tutto intorno alla grande area metropolitana di Milano con vocazione naturalistica e storica antica. Nel 2010, ancora, a seguito del continuo protrarsi dell’incertezza sul destino del borgo correlato alla cascina e per sollecitare attenzione sulla «componente progettuale petrarchesca che costituirebbe un importante contributo di valorizzazione e di richiamo nazionale ed internazionale numerosi intellettuali avevano firmato il “Manifesto per Cascina Linterno”. Tra i firmatari, il critico d’arte Philippe Daverio che non ha esitato a definire la cascina «Un patrimonio internazionale che andrebbe protetto dai caschi blu dell’Onu. Non solo l’architettura, ma anche l’ambiente è prezioso e raro, con marcite e fontanili che sopravvivono lì intorno». Spiegazioni che, in parte, mi sono state fornite da Gianni Bianchi, il solerte presidente della associazione “Amici della Cascina Linterno” docet con il fratello Angelo Bianchi, con altre che fanno capo a una mia piccolissima e umilissima ricerca sui siti e su qualche documentazione cartacea. L’intervento ha permesso di conoscere un ambiente storicamente medioevale del ‘300 (inimmaginabile!) quale è oggi “Cascina Linterno o Villa Linterno”, essendo un’antica grangia del contado milanese, esempio significativo di “corte quadrata chiusa lombarda”, nota per la tradizione più consona che la identifica tra i quattro luoghi, di cui si ha notizia, segnalate come dimore del poeta Francesco Petrarca durante il suo soggiorno milanese (dal 1353 al 1361) e che oggi rimane l’unica esistente. Lo attesta la lettera autografa del Petrarca all’amico Moggio di Parma, datata “Papiae 20 juni ad vesperam raptim”, conservata alla Biblioteca Laurenziana di Firenze, con un chiaro riferimento al toponimo originale “Infernum². Convinto, poi, che Mariàngeles, sia (nomenomen) “Maria degli Angeli – Fata” mandata dal cielo qui tra noi per farci comprendere ancora di più il valore della bellezza del creato e della sua natura. Sono immensamente grato a Mariàngeles (durante il prosieguo della serata, con tutti il pubblico intorno al desco gastronomico tradizionale lombardo – ambrosiano) di aver sollecitato Alberto Belotti affinché potessi esprimere qualcosa di poetico poi avvenuto con la composizione poetica “I poeti” dedicata alla sua persona.

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