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La lista civica Bareggio 2013 drizza le antenne sulla variante generale al piano di governo del territorio (Pgt ed ex piano regolatore), sul nuovo regolamento edilizio comunale e sull’area ex Alma. Infatti la sua attenzione è stata attratta dall’incarico affidato a tecnici esterni al Comune per occuparsi della variante di Pgt e del nuovo regolamento edilizio. Area ex Alma. Intanto non si è capacitata dell’elevato sconto offerto dal gruppo di tecnici – ben il 47% sulla base di gara, che era pari a 62.000 euro – e del fatto che si tratta di professionisti raggruppati temporaneamente ai fini dell’incarico, ma con studi professionali a Pavia, Bresso e Magenta.  Non è tutto. La società proprietaria dell’ex Alma ha richiesto al Comune la preventiva fattibilità tecnica per demolire gli edifici industriali e costruirne di nuovi residenziali (255 abitanti stimati), nonché un nuovo comando dei vigili (costo stimato oltre 1 milione di euro).

Secondo Bareggio 2013 dai documenti di programmazione comunali emerge che la giunta lavorerà su questi temi, tra la primavera e l’estate, mentre il paese sarà intrattenuto dalla diverse sagre ed eventi. Ė da capire, stando a Bareggio 2013, se e come la giunta vorrà coinvolgere la commissione urbanistica e la cittadinanza per arrivare alle decisioni sostanziali, al di là degli incontri di rito e formali dovuti sul versante procedurale, ma che rischiano di essere successivi a decisioni già assunte. «A riguardo ho presentato un’interrogazione al sindaco -afferma Monica Gibillini (Bareggio 2013)- con richiesta di risposta scritta prima del prossimo consiglio comunale». Non è tutto. «Sulla variante generale al Pgt e il nuovo regolamento edilizio auspico -osserva Stefano Capitanio (Bareggio 2013)- un processo realmente partecipato, considerato il valore decisivo delle scelte per il futuro del paese». Non solo. «La difficoltà e allo stesso tempo opportunità che la giunta deve affrontare -chiosa Matteo Calati (Bareggio 2013)- è di non cedere al mero processo di urbanizzazione con nuovi centri residenziali, ma concentrarsi sulla “vivibilità” del paese per chi già ci abita».

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