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Ricevo e pubblico questa nota del Comitato intercomunale per la pace a firma di Sergio Colombo per la messa al bando delle armi nucleari.
Il 7 luglio 2017, l’Onu approvava il Trattato di messa al bando delle armi nucleari.  Il documento di portata storica è stato firmato da 122 Paesi, ma non da quelli detentori di armi nucleari né dai loro alleati, tra cui l’Italia, sul cui territorio sono presenti almeno 70 testate atomiche di proprietà degli Stati Uniti. Esattamente un anno dopo, proprio per sensibilizzare sull’urgenza del disarmo atomico (un’urgenza mortale e poco avvertita) e più in generale sul pericolo del nucleare, anche “civile”, il Comitato intercomunale per la pace e Coop Rinascita organizzano per sabato 7 luglio, alle 21, ad Abbiategrasso il  “No Nukes (Reprise)” con le band degli Out of the blue e dei Maynstreets  impegnate nella rievocazione dei mitici concerti “No Nukes” tenutisi al Madison Square Garden di New York nel 1979.

Allora gli artisti convolti furono Bruce Springsteen e la E-Street Band, Jackson Browne, Bonnie Raitt, Crosby Stills e Nash, James Taylor, Tom Petty ed altri.
Da punto di vista artistico, furono gli ultimi grandi eventi live che caratterizzarono il rock degli anni ’70. Ebbero tuttavia un notevole impatto sulle coscienze collettive ed in parte finanziarono la nascita di organizzazioni pacifiste e nonviolente che in tempi recenti hanno costituito una rete, l’ICAN (Premio Nobel per la Pace 2017), che è stata tra i protagonisti del movimento che ha portato l’Onu ad adottare il Trattato del 7 luglio 2017.
Nel corso del nostro No Nukes, tra una canzone a tema di Crosby e una ballad di James Taylor, avremo l’opportunità di conoscere meglio il Trattato e le problematiche legate all’uso del nucleare, grazie agli interventi di autorevoli esponenti del comitato “Siamo tutti Premi Nobel per la Pace con ICAN”: Laura Tussi, Fabrizio Cracolici e Alfonso Navarra. Intanto l’umanità deve fare i conti con gli effetti dei 130 incidenti nucleari avvenuti negli ultimi 50 anni e con la gestione delle scorie radioattive, mentre le testate atomiche nel mondo sono a tutt’oggi 15.000 (e ne bastano 500 per distruggere mondo …), in un contesto politico globale sempre più instabile. Dunque un NO NUKES (Reprise) è necessario.
E non chiamatele utopie …

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