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La Fondazione Giuseppe Baglio organizza un incontro per parlare di populismi. L’appuntamento è per lunedì 7 maggio, alle 21, nella sala conferenze del municipio. La serata è introdotta da Eleonora Montani, presidente della Fondazione, e a seguire gli interventi di Alfio Colombo, docente di storia e filosofia, e di Marco Invernizzi, consigliere di amministrazione della Fondazione. Il tutto incorniciato dalle letture a cura di Anna Papetti della Compagnia teatrale vittuonese. “Il ruolo dell’individuo si è accresciuto nella società moderna. Ma, complessivamente, l’individuo, nel mentre aspira ad un maggior protagonismo, viene, contestualmente, serializzato ed omologato. Un individuo del genere è perennemente esposto alla crisi, e, nel caso questa esplodesse, non potrebbe che sperare in un capo carismatico, immune dalle sue stesse contraddizioni, una specie di ideal-tipo cui assoggettarsi ed uniformarsi.

Al capo carismatico egli affiderebbe il compito di indicargli il percorso per uscire dal suo stato di sbandamento, riordinando la società in una maniera tale che lui possa ritrovarsi ed agire in un ambiente più rassicurante, così da acquisire finalmente una propria collocazione ed un proprio ruolo, che gli ridiano quella dignità nei rapporti sociali finora insidiata dalla sistematica corruzione della società. L’individuo, infatti, si sente scarsamente valorizzato dalla società ed addebita a questa l’insufficiente considerazione di se stesso, da cui dipende anche la sconfitta continuamente patita nelle relazioni con i suoi pari, di cui, magari, non possiede lo stesso cinismo o la stessa abilità comunicativa, oppure, rispetto ai quali, non gode degli stessi favoritismi. Le derive populistiche e plebiscitarie registratesi ultimamente in alcuni paesi si alimentano proprio di certe insufficienze sociali e di certe aspettative dell’individuo… Parallelamente, nel complesso, si vanno rafforzando nella società quelle tendenze che puntano a risolvere la crisi della politica e dei partiti attraverso una semplificazione del gioco e della lotta politica, affidandosi a capi carismatici, sulle base delle loro qualità, siano esse direttive o comunicative. Si tratta di una spinta che avanza inesorabile tanto a destra quanto a sinistra e che trae la sua ragion d’essere sia nello scollamento tra classe dirigente ed elettorato, sia nei profondi processi di schematizzazione: delle visioni del mondo, delle analisi storiche, della proposta progettuale“.

da Mondo e individuo. La crisi della democrazia ed il problema dell’individualismo di Andrea Amato 

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