L’amministrazione comunale nel suo comunicato stampa di ieri ha dato notizia che “in data 24 aprile 2018 è stata emessa la sentenza relativa al lotto B dell’area feste”. Ma anche che “il giudice ha rilevato l’inesatta esecuzione dei lavori ed ha condannato la ditta Ro.Vi. a pagare euro 42.000 a favore del Comune. Al di là di ogni ulteriore considerazione e riflessione, che faremo dopo aver consultato il nostro legale, resta il fatto che ‘a quanto pare’ l’inesatta esecuzione dei lavori non è una fantasia“. Tuttavia approfondendo la notizia pare che quanto comunicato dal Comune sia stato per così dire parziale o comunque finalizzato a dar conto solo dell’aspetto favorevole all’ente. Sì, perché si sarebbe limitato a informare che la causa intentata all’impresa per circa 91.000 euro si è risolta in un riconoscimento a suo favore di 42.000 euro, ma ha saltato piè pari sugli altri risvolti del verdetto non proprio vantaggiosi.
Infatti come in un gioco di prestigio sarebbero spariti gli aspetti sgradevoli della sentenza. E già, perché a Stataleforum risulterebbe che al Comune sia stato ingiunto di pagare circa 26.000 euro per spese legali, collaudi, direzione lavori e consulenza tecnica d’ufficio, nonché 20.000 euro per interessi e il 50% dell’importo delle spese di registro. Il tutto senza che le controparti siano state chiamate alla compartecipazione delle spese. Il che non è un dettaglio irrilevante. Stando così le cose per il Comune sarebbe una vittoria di Pirro in cui, come si dice in questi casi, il gioco non varrebbe la candela. Certo che a questo punto il Comune per sgombrare il campo da ogni ombra farebbe bene a pubblicare la sentenza e dare a Cesare quel che è di Cesare. Eppoi, visto che il contenzioso è finito, perché non restituire l’area ai cittadini? Cosa osta per non farlo?
