Latest News

Posts 3 Column Slider

Latest News

Il consiglio comunale di giovedì 26 riserva uno spazio al question time, ovvero alle domande dei cittadini con risposta immediata dell’amministrazione comunale. L’occasione per rispondere alle domande di Sinistra di Sedriano sulla riscossione dei canoni che la società 2i Rete Gas Spa doveva al Comune. SdS da tempo è sul pezzo, poiché contesta al Comune  di aver rinunciato a introitare 204.766,50 euro per il periodo 1/7/2015 – 31/12/2016  in ossequio al previgente contratto stipulato il 1° luglio 2003. SdS trova che Comuni costituitisi in giudizio con le identiche condizioni contrattuali di Sedriano come San Giorgio su Legnano, Marcallo con Casone, Bernate Ticino, Busto Garolfo, Inveruno, Cuggiono, Nerviano non rinnovando il contratto con 2iReteGas hanno invariabilmente ottenuto sentenze favorevoli e hanno già introitato gli importi reclamati previsti dai precedenti contratti. Un buon motivo dal suo punto di vista per ricorrere alle carte bollate, ma così non è stato.
Da qui il ricorso al question time per far sì che l’amministrazione comunali spieghi le ragioni della scelta. E in questa nota che che ricevo e pubblico SdS indica quali chiarimenti si aspetta. 
Perché di fronte alla citazione da parte di 2i Rete Gas Spa avanti il Tribunale di Milano del 9 Marco 2016, a seguito della diffida del Comune del 26 novembre 2015 prot. n. 18723 riguardante il pagamento a saldo del canone dovuto a far data dal 1° luglio 2015, l’amministrazione non si sia costituita in giudizio come invece fatto da tutti gli altri Comuni interessati. 

Se il 27 ottobre 2016, data di stipula del nuovo contratto con la società 2i Rete Gas Spa, fosse possibile ed in base a quale norma, per il Comune di Sedriano procedere legalmente a tale sottoscrizione considerato l’esistenza della normativa istitutiva degli ambiti e, in considerazione di quanto previsto D. Lgs 93/2011 art. 24 comma 4 (a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto le gare per l’affidamento del servizio di distribuzione sono effettuate unicamente per ambiti territoriali di cui all’art. 46 – bis , comma 2, del decreto-legge 1 ottobre 2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre 2007, n. 222), che impedisce alle amministrazione di procedere all’individuazione di un nuovo gestore o al rinnovo con l’attuale dovendo necessariamente procedere all’affidamento del servizio sulla base della gara d’Atem. 
quale fosse stata prevedibilmente l’entità annua del “vecchio” canone derivante dal contratto del 2003 (anche in base alle entrate del canone per le annualità 2013 e 2014) e quale invece quella prevista nel rinnovo del 27 ottobre 2016; Se all’attualità esistono procedimenti e di quale natura per il “recupero” di quanto dovuto considerato che nella citata vostra risposta del 7 dicembre scorso mi veniva comunicato come “l’ente sta valutando le possibili strade da percorrere al fine dell’ottenimento di quanto previsto dall’originario contratto del 1° luglio 2003” e se da questa affermazione possa scaturire e/o prefigurarsi un danno erariale nei confronti del Comune.

Lascia un commento