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Enrico Montani
La vicenda dei rimborsi all’assessora Lia Ferrari finisce in prefettura. Sì, perché il consigliere comunale Enrico Montani ha ritenuto, stante le circostanze, di informarla per gli eventuali provvedimenti del caso. Ma si è pure ripromesso nel caso che il sindaco Giancarlo Lonati non fornisca tutta la documentazione sui rimborsi di segnalare la sua omissione all’autorità giudiziaria. Intanto Montani nella nota che pubblico spiega le ragioni della sua azione.  I problemi che il sindaco Lonati lascia alla cittadinanza al termine del suo mandato sono innumerevoli, gravi. Citiamo ad esempio lo stato in cui versano le strade, sporche e cosparse di pericolose buche. La situazione del cimitero dove per la sepoltura sono disponibili solo 29 posti, appena sufficienti per i prossimi 4 mesi. L’organizzazione comunale che lascia ampiamente a desiderare. Di argomenti cui dedicare l’attenzione ce ne sono, eccome. Nonostante ciò, sulla faccenda dei rimborsi dell’assessore Ferrari, teniamo duro, non molliamo perché si tratta soprattutto di una questione morale.

Quella questione cui tanto teneva Enrico Berlinguer. L’importante personalità che ispira il partito dell’assessore. Noi crediamo che l’integrità di una persona si pesi specialmente nelle faccende all’apparenza di piccolo conto, com’è l’importo del rimborso: se nel bicchiere nemmeno colmo ti perdi, figuriamoci nel ruscello o nella cava. Nei fatti questo succede concretamente, si perdono nel rimborso della Ferrari e annegano nel resto. Noi vogliamo che su questa faccenda sia fatta chiarezza e ci sia la massima trasparenza. Valori che al sindaco Lonati e alla sua amministrazione non piacciono, sono ostili a ciò. Tant’è che alla nostra interrogazione presentata in consiglio comunale, il sindaco Lonati ha risposto vagamente evitando di mettere a disposizione del consiglio la documentazione del rimborso come gli è stato chiesto. Noi nell’interesse della nostra comunità abbiamo ripresentato l’interrogazione, chiedendo questa volta la risposta scritta e la consegna di dettagliata documentazione comprovante la legittimità del rimborso. Chi è privo di peccati nulla ha da temere nel fornire documenti. Chi ha qualcosa da nascondere, da sottrarre al pubblico dominio, è invece riluttante.
Della vicenda abbiamo informato la Prefettura e avvisato il sindaco che nel caso dovesse perseverare nella sua riluttanza daremo informazione anche all’autorità giudiziaria.

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