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Il consiglio comunale nell’ultima seduta ha bocciato l’istituzione della commissione di controllo e garanzia sui lavori di via Gallina, ma Enrico Montani (Noi con voi) non molla. Infatti sta in queste ore valutando se investire la Procura o l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, della delicata questione. I lavori, secondo Montani, presentano significativi elementi di incongruenza alle norme di buona tecnica, alla logica razionale di progettazione ed esecuzione, alle norme concernenti le barriere architettoniche e per di più la perizia di variante numero 1 ha aumentato la spesa delle opere di 39.475,66 euro oltre l’importo contrattuale di aggiudicazione, superando l’importo massimo ammissibile previsto dalla normativa di legge vigente.

Troppo, a suo giudizio,  per non indagare e fare chiarezza nell’interesse dell’ente pubblico. Poi anche il modo come la proposta è rimasta al palo non gli è andato giù. Infatti, a parte l’astensione di Tina Ciceri (Pd) che pure aveva firmato la richiesta istitutiva della proposta, Montani ha trovato strano che il sindaco Giancarlo Lonati nel tentativo di affermare che non c’erano irregolarità si sia lasciato sfuggire che il progetto era stato cambiato quando nessuno glielo aveva chiesto. Un dettaglio inquietante. “Se fosse vero -puntualizza Montani– che tutto sarebbe a posto, perché mai Lonati e soci si sono opposti a istituire la commissione che conseguentemente non avrebbe potuto fare altro che confermare l’inappuntabilità dei lavori?”. Certo rivolgersi alla magistratura è una sconfitta della politica, ma quando non c’è altro per affermare la trasparenza che si può fare?

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