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Enrico Bodini
L’ex assessore e ora anche esponente del Pd p intervenuto sulla lottizzazione del ‘Bosco del Bacin’ e il recupero di Villa Venini. E in questa nota che ricevo e pubblico esprime disapprovazione per il modo di procedere dell’amministrazione Zancanaro sulla materia.
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire! Mi è venuto in mente questo proverbio mentre venivo a conoscenza della decisione dell’ufficio tecnico di incaricare uno studio legale in difesa degli interessi del Comune davanti al Tar: spesa complessiva 11.000 euro circa. Non è ben chiaro cosa il Comune voglia ottenere con questa spesa. Forse spera che il Tar imponga ai lottizzanti di consegnare le  fideiussioni previste in convenzione. Ma se dovevano essere consegnate che motivo c’è di farselo confermare dal Tar?

Di certo c’è che il Comune non accetta nessuna revisione della convenzione come proposto dai lottizzanti, i quali ribadiscono le “oggettive difficoltà per ottenere le  fidejussioni” (importo di circa 15 milioni di euro). Queste “oggettive difficoltà” non possono certo essere risolte dalla sentenza di un tribunale. Inoltre ci vorrà molto tempo prima che il Tar si pronunci. Quindi tutta la lottizzazione e la ristrutturazione della villa vengono messe su un binario morto. E’ ridicolo perciò leggere nel programma dei lavori pubblici 2018 un impegno del lottizzante del ‘Bosco del Bacin’ pari a 3 milioni di euro circa. Altra questione è quella del Parco della Villa; qui il Comune può intervenire direttamente, basta volerlo. Amministratori e tecnici, siate sensibili alla salvaguardia del bene comune; restare immobili non vi tiene alla larga dagli errori e nemmeno vi permette di fare gli interessi dei cittadini.

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