Nuovo affondo di Sinistra di Sedriano sull’amministrazione pentastellata. Stavolta mette sott’osservazione le origini politiche degli amministratori per poi colpire duro il vicesindaco Davide Rossi per il famigerato post fascista apparso sul suo profilo Facebook e poi scomparso -aggiunge sarcastica SdS– a sua insaputa. Secondo SdS “le radici politiche dell’attuale giunta affondano nella destra (forse qualcuno deborda ancora più in là)” e addirittura qualcuno “cedendo a nostalgici pensieri” ha recuperato “vecchie immagini di un signore dal profilo volitivo e mascella prognatica e le commenta positivamente”. Una semplice caduta di stile -s’interroga SdS– o una condivisione di idee?
Quel che è certo, secondo SdS, “il vicesindaco Rossi lo ha fatto e dunque che pensare? E’ un cinquestelle Doc o qualcos’altro, sotto mentite spoglie? Chissà…”. Tuttavia SdS concede la facoltà a “Rossi (per ragioni sconosciute) di soprassedere, di ignorare l’accaduto e augurarsi che tutto sia al più presto dimenticato e sepolto. Potrebbe anche essere una mera riflessione matematica, legata alla maggioranza in consiglio comunale… Chissà? Rimane l’evidenza di un reato perseguibile a termine di legge, che rende quanto mai inspiegabile questo comportamento ancor più se si considera la sua posizione e la funzione pubblica rivestita”. Abbastanza per SdS che il vicesindaco si decida a chiarire o a dimettersi a meno che -si domanda ironicamente- non sia troppo. SdS non si scoraggia, ma si chiede se l’irresistibile “attrazione della ‘cadrega’ avrà il sopravvento sull’etica. Per gente come noi, avvezza a tutto, è abbastanza facile prevedere quale sarà l’esito finale. E la nuova e diversa politica? E ‘lo sguardo dritto e aperto nel futuro’? Ah già, questo lo diceva Pierangelo Bertoli: ma non è roba per cinquestelle. Loro preferiscono sparare cavolate per imbonitori”.
