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Laura Bonfadini

Il populismo è la cifra politica del nostro tempo. Un tema che ha offerto al Partito democratico vittuonese l’occasione per fare un parallelo con la politica cittadina. In questa nota della segreteria Laura Bonfadini che pubblico ne viene fuori un ritratto caustico e divertente della politica vittuonese. 
L’Italia, in particolare, è soggetta a questi fenomeni proprio per la mancanza ormai ventennale di una politica economica e industriale, nonché di una classe imprenditoriale illuminata che consenta, in un epoca di globalizzazione, di dotare il proprio sistema industriale degli strumenti non solo economici, ma anche culturali, per affrontare e raccogliere queste nuove sfide.  Chiaramente questo malcontento si ripercuote sia a livello nazionale che a livello locale, dove le formazioni populiste cavalcano questo giustificato disagio per ottenere la propria affermazione politica, spesso senza avere un reale progetto per il contesto nel quale sono chiamate a operare. 


Un esempio è proprio Vittuone… La lista “Il Nostro Paese” (Lega nord, Società civile, Vittuone Popolare) si è candidata al governo di Vittuone con Stefano Zancanaro, il quale affermava: “Mi candido alle prossime elezioni del 5 giugno per la carica di sindaco, sostenuto dalla lista civica ‘Il Nostro Paese’ per cercare di attuare un rinnovamento di Vittuone.Un cambiamento per me riassumibile in tre parole: pulizia, ordine e sicurezza. La pulizia delle strade, dei parchi e dei fontanili; ordine nella gestione comunale, nella viabilità e nella manutenzione del verde; sicurezza attraverso un sistema integrato con le forze dell’ordine per il pronto intervento, dotato di telecamere in grado di svolgere un capillare controllo del territorio per la prevenzione dei reati, una migliore illuminazione notturna con Led ad alto risparmio energetico. Chiedo la possibilità di migliorare Vittuone”.  Le intenzioni erano buone direte voi, non ne dubitiamo. I vittuonesi questa possibilità gliela hanno data, ma si sa che di buone intenzioni sono lastricate le strade dell’inferno…   
Le questioni aperte sono tante e coinvolgono diversi temi quali il conflitto di interesse del sindaco per l’area di via Milano in cui il sindaco è sia progettista che direttore dei lavori; la palese violazione del piano generale del territorio sempre su quest’area; c’è anche la paradossale vicenda dell’assessore all’urbanistica, conclusasi il primo febbraio con la nomina del terzo assessore in sei mesi in questo settore e del secondo assessore esterno della giunta Zancanaro (peraltro non vittuonese); infine le vicende che hanno visto coinvolta una dipendente comunale. 
Il tutto senza mai fare chiarezza sugli avvenimenti occorsi in questi mesi, senza trasparenza e con una certa propensione al pettegolezzo. Sono tanti i temi e le sfide che Vittuone deve affrontare. Basti ricordare Villa Venini con il suo parco, la lottizzazione del bosco del Bacin, l’RSA, la revisione del piano di governo del territorio per il recupero del centro storico. Sono temi complessi da affrontare il prima possibile. Dopo più di sei mesi di attività la giunta Zancanaro è già in difficoltà e le risposte (o non risposte sarebbe più corretto dire) che fino ad ora sono state fornite alle minoranze e alla cittadinanza non sono assolutamente sufficienti. fornite alle minoranze e alla cittadinanza non sono assolutamente sufficienti. 
Non ci sono idee, non c’è una strategia, non c’è un progetto per Vittuone. Ciò che finora è stato fatto e ampiamente propagandato è, nella maggior parte dei casi, ciò che era stato pianificato dalla precedente amministrazione comunale o dal commissario prefettizio; né le linee programmatiche, né il documento unico di programmazione hanno realmente chiarito gli obiettivi della giunta Zancanaro. Crediamo sia arrivato il momento per questa giunta di cambiare passo, perché davvero la pazienza è finita.

  

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