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Yuri Santagostino
Arriveranno anche a Cornaredo dei profughi? Chissà, forse… Certo è che il sindaco Yuri Santagostino, reduce dell’incontro insieme ad altri sindaci della provincia con il primo cittadino di Milano, ha avvertito l’esigenza di fare il punto della situazione al di là se dei profughi dovessero essere assegnati. Intanto si dice più preoccupato del concentramento di 300 profughi a Rho che di un’accoglienza diffusa capace di coinvolgere tutti i territori e quindi trova che Cornaredo, di fronte a una emergenza, debba fare la sua parte. Poi sviluppa questo ragionamento che lascia intendere che l’amministrazione comunale non si opporrà all’accoglienza di eventuali profughi.

 “Significa che anche a Cornaredo arriveranno dei profughi? E nel caso, quanti saranno, dove verranno alloggiati, cosa faranno? Sono domande giuste, alle quali non possiamo ancora rispondere, per il semplice motivo che ancora non ci è stato comunicato se riceveremo dei profughi, se si tratterà di singoli o di nuclei famigliari, se proverranno dalla Siria o dalla Somalia o da qualunque altro luogo sulla terra. L’arrivo in ogni caso non è imminente, se accadrà non sarà domani o dopodomani, ma credo sia utile muoversi con anticipo sia dal punto di vista politico che da quello dell’accoglienza. Quello che sappiamo con certezza è che Cornaredo, di fronte a un’emergenza, deve fare la sua parte responsabilmente, senza fare inutili proclami e preparandosi a gestire al meglio la situazione. Si tratta di pragmatismo e non di buonismo. Le persone che arrivano a Milano sono tutte identificate ed in attesa della concessione dell’asilo politico. Come Cornaredo si comporteranno tutti gli altri Comuni del nostro territorio e la stragrande maggioranza dei sindaci della Città metropolitana.I nostri padri e i nostri nonni che in gran parte non sono nati a Cornaredo, ma in mille altri luoghi d’Italia, e qui a Cornaredo sono arrivati da migranti cercando un posto dove vivere meglio e dove costruire il loro futuro: magari all’inizio si sono visti guardare con un po’ di diffidenza perché non erano nati qui, ma poi hanno trovato il loro posto in una comunità capace di accoglierli. La storia della nostra città ci insegna il valore di trattare gli altri con dignità e rispetto, anche se non li conosciamo perché arrivano da lontano e inaspettati. Sono questi i valori con cui dobbiamo trattare quanti arrivano in Italia fuggendo da paesi travolti dalla guerra, dalla fame, dalle persecuzioni. L’alternativa è nascondere la testa sotto la sabbia, pestare i piedi come bambini capricciosi, lasciare che le difficoltà ricadano sui nostri vicini di casa e decidere di essere peggiori di quel che vogliamo e dobbiamo essere. Io credo che Cornaredo sia una comunità inclusiva e solidale, fedele alla sua storia e ai suoi valori. Tutto il resto viene di conseguenza”.

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