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In aula consiliare l’opposizione fa i suoi exploit e poi quasi niente più in attesa della prossima seduta. Sinistra di Sedriano (SdS) non è in consiglio comunale, ma è una spina incessante nel fianco della maggioranza. Infatti sui NOV e sulle spese elettorali non solo non fa un passo indietro, ma è continuamente sul pezzo. Infatti alle esternazioni del vicesindaco Davide Rossi sulle spese elettorali replicata fra ironia e puntigliosità. “Si sa che soltanto agli amministratori -afferma SdS– degli enti con più di 15mila abitanti si applica l’obbligo di pubblicità dei redditi, del patrimonio e delle spese elettorali (articolo 14 del Dlgs 33/2013). Ma è una pratica preistorica: voi siete più avanti! Ma è anche vero che in un Comune sciolto per mafia, governato da una nuova forza politica che della trasparenza e dell’informazione “digitale” vorrebbe fare il suo credo e il suo obiettivo principale, genera tristezza (e un po’ di perplessità) questo “far finta di non capire”.

Perché mai un cittadino dovrebbe andare negli uffici comunali per sapere ciò che non deve essere segreto. Non funziona così… questa è una pratica da vecchia Dc. Per questo motivo -prosegue Sds– sarebbe corretto che pubblicaste i documenti delle spese elettorali e le vostre dichiarazioni dei redditi. Ormai lo fanno anche i ‘vecchi catramoni’ della politica. E già che c’è, caro Rossi, lo dica e lo pubblichi sul sito comunale quanto costa ai cittadini il nuovo segretario. Pubblichi anche quanto costava il precedente… Trasparenza, trasparenza. Non si capisce perché non si debba pubblicizzare questo costo… Non sarà la solita, ennesima, patetica bugia?”.  Sui NOV, il nucleo di volontari che ha allestito l’amministrazione comunale, SdS è ancora più beffarda, allorché si spinge  a definirli “di pronto impiego, permanentemente in stato di preallarme, animati da profonda abnegazione, da indiscutibile spirito di corpo, con spiccate attitudini aduna cieca obbedienza al capo che li ha voluti, foggiati, impiegati.  E poiché le persone modeste, per non sfigurare, si circondano di persone “inesperte” il risultato non può essere peggiore”. E ancora. “Ogni loro intervento è un capolavoro, da documentare e tramandare, con la più ampia enfasi possibile ai posteri, alle ancora ignare future generazioni. Non saremmo sorpresi se a breve scorgessimo in qualche giardino cittadino, dove hanno messo mano e con quale competenza, un gruppo scultoreo che li rappresenti degnamente quale imperitura memoria e riconoscenza. Infine la stoccata finale. “Che siano sordi alle critiche argomentate? Che siano ipovedenti di fronte all’esito del loro lavoro? Che siano afflitti – a loro insaputa – da personalità multipla? Non lo sappiamo, non siamo medici o terapeuti, di certo però siamo persone senzienti e libere di interpretare la realtà oggettiva delle cose e non con le lenti deformanti  della retorica e dell’effimero populismo”.

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