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Il Partito democratico non ci sta che i grillini si facciano belli con i “costi della politica”, come se fossero gli unici a occuparsi.
Infatti Ivan Andreucci dell’organizzativo del Pd mi ha ricordato che nel maggio 2012 il gruppo consiliare del Pd aveva presentato una mozione proprio sulla trasparenza, riduzione e razionalizzazione della politica e spese elettorali. 
La premessa della mozione si basava sul presupposto che in questi momenti di sdegno e indignazione è molto facile cadere nel “tranello tanto sono tutti uguali”, che è “un’affermazione tanto cavalcata quanto ingiusta verso chi ogni giorno spende se stesso per la buona politica, rendendo servizio alla propria comunità”. 

Da qui l’esigenza di “dar vita a una svolta, a uno scatto d’orgoglio collettivo che sappia immaginare prima, e realizzare poi, un radicale rinnovamento dei modi e dei contenuti dell’agire politico”. Ma con la convinzione che la trasparenza è indispensabile per prevenire la corruzione e rendere visibili i rischi di cattivo funzionamento delle pubbliche amministrazioni. 
Per questo il Pd con la sua mozione  chiedeva “che i candidati, gli eletti e amministratori locali che avrebbero partecipato alle prossime elezioni comunali, si impegnassero a consegnare copia di tutti i costi sostenuti nella campagna elettorale, a non accettare contributi da aziende che hanno interessi sul territorio, a non superare per le proprie spese un importo massimo da stabilire tutti insieme, per una campagna elettorale onesta, trasparente e alla portata anche di tutte le persone con minori disponibilità economiche”. 

L’iniziativa è la prova che il Pd bareggese non ci è arrivato buon ultimo alla questione dei costi della politica, ma che in tempi non sospetti si era attivato con atti pubblici per affrontare il problema.

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