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Sabato 11 giugno don Daniele Battaglion riceverà l’ordinazione presbiterale in Duomo a Milano. Una grande festa per la parrocchia cornaredese che si onora di avere fra i suoi “figli” don Daniele. Intanto è iniziato il cammino che condurrà don Daniele all’ordinazione presbiterale: domenica 5 giugno, inizio degli esercizi spirituali dei candidati, presso il Santuario di Rho; giovedì 9 giugno, alle 21, santa messa concelebrata dai sacerdoti della comunità pastorale nella chiesa santi Giacomo e Filippo di Cornaredo; 

venerdì 10 giugno, alle 9, santa messa concelebrata dai sacerdoti del decanato di Rho, al Santuario, con i diaconi; sabato 11 giugno, alle 9, santa messa e ordinazione presbiterale in Duomo; domenica 12 giugno, alle 10,30, prima santa messa e alle 20,30 processione eucaristica a Vedano Olona; sabato 18 giugno, festa organizzata dai ragazzi dei due oratori, aperta a tutti: alle 19.30 cena in oratorio a San Pietro all’Olmo con salamelle e patatine; alle 21.30 animazione della serata per don Daniele.

domenica 19 giugno, alle 10, santa messa solenne a Cornaredo animata dai “GioCantAdo”, alle 12,30 pranzo in condivisione in oratorio a Cornaredo, alle 16,30 pomeriggio giochi insieme e preghiera con don Daniele e merenda;
domenica 26 giugno, alle 11, santa messa solenne a San Pietro all’Olmo, nella festa patronale e festa in oratorio, alle 12,30 pranzo in condivisione in oratorio a San Pietro all’Olmo, alle 16,30 giochi insieme e infine preghiera con don Daniele e merenda 
Il cardinale Angelo Scola ha rivolto un messaggio ai preti del terzo millennio in cui è compreso anche don Daniele.
Il mio ringraziamento per tutti voi, per aver ricordato il mio XXV di ordinazione episcopale, ma agli alunni del seminario, ai cosiddetti “fiori”, che ho avuto modo di conoscere bene di persona, voglio ricordare le parole del Decreto conciliare Optam totius.
Lo stile che deve permeare la vita del cristiano e che sgorga dall’atteggiamento di confessione, quella disposizione abituale a manifestarsi per quello che si è e non tenendo niente per sé.
E, inoltre, la speranza che la pace di Cristo regni nei vostri cuori e siate pieni di gratitudine, una parola molto adeguata a questa bella festa tradizionale.
Nel frangente di travaglio che stiamo vivendo si fa sempre più chiaro che la pace non è in proporzione all’assenza di dolore e di contraddizione, ma è proporzionale al sì quotidianamente riespresso alla vocazione e alla missione.
Crescete nella consapevolezza che si può esercitare un ministero così delicato come quello ordinato, solo se, prima di assumerlo, si è già deciso nel nostro cuore che la vita è data al Signore nel nostro fratello uomo.
Bisogna avere già offerto la nostra esistenza prima di avere intrapreso questo cammino: qui sta la pace, nonostante tutte le prove, le circostanze facili o difficili.

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