La prossima seduta consiliare di venerdì 4 sarà decisiva anche per verificare sul campo se l’opposizione grida tanto per gridare quando sollecita il sindaco Giancarlo Lonati e soci ad andare a casa o invece è per davvero convinta. Sì, perché essendo all’ordine del giorno l’istituzione di controllo e garanzia per eseguire accertamenti, controlli e verifiche in merito ai lavori di via Gallina in cui la maggioranza potrebbe andare sotto, visto che il capogruppo democratico Tina Ciceri (Pd) ha sottoscritto la richiesta insieme a Enrico Montani (Voi con noi), Gabriele Fabris (Voi con noi) e Simone Ligorio (M5S), si vedrà chi bara e chi no. Uno spartiacque importante sulla compattezza dell’opposizione e sulle sue reali ed effettive intenzioni.
Ma, a parte l’operazione verità, la proposta nel caso venisse bocciata diventerà per iniziativa di Montani stesso oggetto di un esposto alla magistratura. Sì, il consigliere vuole vederci chiaro sulla perizia dei lavori che ha incrementato inopinatamente la spesa dei lavori di ben 39.475,66 euro, oltre l’importo contrattuale di aggiudicazione, superando l’importo massimo ammissibile previsto dalla normativa di legge vigente. Un dettaglio su cui appare urgente e necessario utilizzare la lente di ingrandimento per capire le ragioni della decisione. Del resto un eventuale disco rosso del consiglio comunale all’istituzione della commissione impedirebbe qualsiasi approfondimento. Da qui il proposito di Montani di coinvolgere la magistratura per fare luce sulla scelta che oggi non appare chiara. Tuttavia, stando alla proposta istitutiva della commissione, i lavori eseguiti sul tratto della via Gallina dall’incrocio con la via Don Sturzo sino al viale Morandi, lungo il lato ovest di viale Morandi e di fronte all’ingresso principale del supermercato Carrefour, presentano significativi elementi di incongruenza alle norme di buona tecnica, alla logica razionale di progettazione ed esecuzione, alle norme concernenti le barriere architettoniche. La perizia di variante n° 1 ha aumentato la spesa delle opere oltre l’importo contrattuale di aggiudicazione e ha modificato i prezzi unitari aggiudicati aumentandoli in noncuranza di quanto previsto della vigente normative di legge. Poi sono state introdotte lavorazioni riguardanti la tutela ambientale, non previste nel progetto di gara, provvedimenti che necessitano di approfondita ed attenta valutazione anche per tutto quanto riguarda le correlate lacune progettuali. Infine in fase d’esecuzione non è stata considerata l’opportunità di adottare modifiche necessarie per migliorare l’opera per quanto concerne barriere architettoniche e accessibilità degli spazi pubblici. Abbastanza per i firmatari chiedere verifiche e controlli in merito a inadempienze e incongruenze alle norme di buona tecnica, alla logica razionale di progettazione ed esecuzione e alle norme concernenti le barriere architettoniche. Ma anche sul mancato rispetto della normativa vigente riguardo varianti in corso d’opera e su variazioni e addizioni al progetto approvato e dulcis in fundo su eventuali inadempienze e responsabilità da parte degli organi preposti ad effettuare i controlli sull’attività svolta per quanto concerne la normativa vigente in materia di lavori pubblici, la logica razionale di progettazione ed esecuzione e le norme concernenti le barriere architettoniche.
Ma, a parte l’operazione verità, la proposta nel caso venisse bocciata diventerà per iniziativa di Montani stesso oggetto di un esposto alla magistratura. Sì, il consigliere vuole vederci chiaro sulla perizia dei lavori che ha incrementato inopinatamente la spesa dei lavori di ben 39.475,66 euro, oltre l’importo contrattuale di aggiudicazione, superando l’importo massimo ammissibile previsto dalla normativa di legge vigente. Un dettaglio su cui appare urgente e necessario utilizzare la lente di ingrandimento per capire le ragioni della decisione. Del resto un eventuale disco rosso del consiglio comunale all’istituzione della commissione impedirebbe qualsiasi approfondimento. Da qui il proposito di Montani di coinvolgere la magistratura per fare luce sulla scelta che oggi non appare chiara. Tuttavia, stando alla proposta istitutiva della commissione, i lavori eseguiti sul tratto della via Gallina dall’incrocio con la via Don Sturzo sino al viale Morandi, lungo il lato ovest di viale Morandi e di fronte all’ingresso principale del supermercato Carrefour, presentano significativi elementi di incongruenza alle norme di buona tecnica, alla logica razionale di progettazione ed esecuzione, alle norme concernenti le barriere architettoniche. La perizia di variante n° 1 ha aumentato la spesa delle opere oltre l’importo contrattuale di aggiudicazione e ha modificato i prezzi unitari aggiudicati aumentandoli in noncuranza di quanto previsto della vigente normative di legge. Poi sono state introdotte lavorazioni riguardanti la tutela ambientale, non previste nel progetto di gara, provvedimenti che necessitano di approfondita ed attenta valutazione anche per tutto quanto riguarda le correlate lacune progettuali. Infine in fase d’esecuzione non è stata considerata l’opportunità di adottare modifiche necessarie per migliorare l’opera per quanto concerne barriere architettoniche e accessibilità degli spazi pubblici. Abbastanza per i firmatari chiedere verifiche e controlli in merito a inadempienze e incongruenze alle norme di buona tecnica, alla logica razionale di progettazione ed esecuzione e alle norme concernenti le barriere architettoniche. Ma anche sul mancato rispetto della normativa vigente riguardo varianti in corso d’opera e su variazioni e addizioni al progetto approvato e dulcis in fundo su eventuali inadempienze e responsabilità da parte degli organi preposti ad effettuare i controlli sull’attività svolta per quanto concerne la normativa vigente in materia di lavori pubblici, la logica razionale di progettazione ed esecuzione e le norme concernenti le barriere architettoniche.