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Sinistra di Sedriano non ci sta che il sindaco Cipriani abbia autorizzato  il falò di Sant’Antonio per rispetto a un’antica tradizione. E rilancia le severe critiche, perché trova che l’evento è oggi lontano  dalle sue originarie motivazioni e per di più proposto da chi è estraneo da quel mondo che pretendono di esprimere. In questo nota che pubblico spiega le ragioni della sua contrarietà al falò, che è destinato ad andare in scena stasera, alle 21, nell’area prospiciente al cimitero di via Magenta. 
Dunque assisteremo nella serata di domenica 17 – dopo due anni di sospensione per il prevalere del buon senso dei commissari- al sabba dell’insensatezza degli alieni venuti dallo spazio, pardon dalle stelle, dei neo amministratori che pensano ad un futuro così profondo da divenire remoto come questa presunta tradizione rieditata. 
Tranquilli, se il PM10 si attesta sopra le soglie stabilite, tutti a piedi, se invece è al di sotto, nessun problema: si accendono i falò e tutto torna normale e mortale. Tradizione che si perde nella notte dei tempi. Religiosa? Pagana? Folkloristica? Non importa. Quello che ci domandiamo è: ma è sensata, è salubre, è ambientalmente tollerabile? E soprattutto, è opportuna?

C’è chi sostiene che non saranno i falò a modificare la qualità dell’aria e a incidere pesantemente sulle componenti dei particolati, a fronte dei milioni di autoveicoli circolanti; a questi scettici consigliamo una disamina dei dati pre e post 17 gennaio. Si renderanno così conto – senza alcun equivoco- di ciò che questa “tradizione” implica e comporta. 

E’ comunque davvero stupefacente come questa usanza contadina venga calata in una realtà post industriale, lontanissima dalle sue origini, dalle sue motivazioni, dalle sue radici e venga volgarmente e prosaicamente reinterpretata da persone e personaggi totalmente avulsi culturalmente dal contesto che paradossalmente intendono rievocare.

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