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Ricevo e pubblico questa nota dei tre dissidenti Biagio Di Maio, Massimiliano Bianchi e Danilo Portaluppi sulla crisi che si sta lentamente consumando nella maggioranza.
Pentiti delle dimissioni? Constatiamo con profonda amarezza che dopo mesi, durante i quali abbiamo cercato e richiesto più volte al sindaco dialoghi e confronti, con la finalità di dare nuovo vigore e stimolo a questa amministrazione comunale, siamo stati sostanzialmente ignorati. Da venerdì 25 settembre a giovedì 12 novembre, giorno delle dimissioni, c’è stata concessa solo una, e ribadiamo, una sola riunione con il sindaco e nessuna riunione con la maggioranza al completo. Nel corso di quest’unica riunione abbiamo presentato le nostre proposte. Il sindaco si è riservato di rispondere e le sue risposte sono pervenute a noi attraverso la stampa senza essere stati mai più convocati. Rileviamo solo in questi giorni un’esplosione di comunicati a noi avversi.

Tanto fervore e intraprendenza non si sarebbero potuti applicare prima per avere un dialogo con noi e prendere in considerazione, in tutto, o almeno in parte, quello che avevamo da dire?
Per non essere considerati dissidenti saremmo dovuti rimanere immobili a guardare:
    la vendita della farmacia comunale
    la chiusura del poliambulatorio
    l’inerzia sui lavori di ristrutturazione di villa Venini
⁃  le discutibili affermazioni riguardanti la realizzazione del sottopasso
    le tuttora questioni irrisolte del palazzetto dello sport e della casa di riposo “il Gelso”
     la mancata realizzazione dei nuovi colombari
    il degrado della maggior parte delle strade, e la noncuranza del verde vittuonese
    la richiesta di incremento della presenza settimanale (1 giorno in più) del segretario comunale per un  considerevole costo annuale aggiuntivo
Ciò sopra elencato esprime solo alcuni punti di disaccordo con l’amministrazione  comunale.
Tutto questo mentre dei genitori volenterosi imbiancavano le aule scolastiche dei loro figli (azione più che lodevole quella dei genitori).
Ricordiamo però che uno dei punti della nostra campagna elettorale era il “no” alla cittadella scolastica ma la riqualificazione delle scuole esistenti.
Noi abbiamo chiesto che si nominasse un “nostro” rappresentante in giunta? Si! Abbiamo ben sottolineato come non volessimo un posto per uno di noi tre. Era sufficiente la scelta di un nome con noi condiviso.
Essendo stati ormai esclusi da ogni coinvolgimento nelle decisioni prese, ma rappresentando più di un terzo dei consiglieri riteniamo che la nostra richiesta sia il minimo indispensabile per poter sia rimanere in una funzionale collaborazione che per orientare le scelte di questa amministrazione sulla base di proposte che rispecchiano la voce di molti cittadini.
Noi finora essendo in tre abbiamo solo potuto “ululare alla Luna”.
I risultati di quanto chiesto sono sotto gli occhi di tutti.
Ora che le decisioni sono state prese, compresa quella di non ascoltarci, cosa ci volete imputare? Di aver cercato di fare quello per cui siamo stati eletti?
Ricordiamo come nel mese di ottobre avevamo presentato una richiesta di convocazione di consiglio comunale aperto, dove avremmo potuto esporre tutti quanti le proprie ragioni davanti ai cittadini e non a mezzo stampa, in modo che la cittadinanza si potesse render conto con in propri occhi di cosa stesse succedendo, ma siamo stati indotti a ritirate tale richiesta poiché il sindaco ha richiesto un parere al prefetto motivando tale decisione col fatto che il presidente non potesse richiedere una convocazione di consiglio comunale aperto e che un consiglio comunale aperto dovesse vertere su temi di rilevanti motivi di interesse per la comunità! E una crisi politica non è un motivo di interesse rilevante? Chi dunque non vuole il confronto?
Inutili le dimissioni di Stellini e Papetti se non si acconsente all’entrata in giunta di un soggetto con noi condiviso. Ci viene data la colpa delle dimissioni del sindaco, cosa che noi non abbiamo mai richiesto. A prova di ciò ricordiamo che avremmo potuto ottenerle tre mesi fa all’atto dell’approvazione del bilancio (atto per il quale non siamo stati consultati) dando semplicemente tre voti contrari. Non lo abbiamo fatto per una nostra scelta di responsabilità. Due voti contrari e uno favorevole stavano a significare il nostro disagio politico nei confronti di questa amministrazione.
Questo ci è sembrato, nonostante tutto, un indice di volontà di collaborazione e apertura di un nuovo dialogo con il sindaco.
Ed ora volete imputare tutto a noi?
L’ultimo paradosso è rappresentato dalle dimissione del sindaco che hanno colto di sorpresa anche noi.
Il sindaco evidentemente ha preferito dimettersi piuttosto che giungere a un collaborativo accordo.
La politica è la terra dei ragionevoli compromessi e non dell’orgoglio personale.

One thought on “VITTUONE Bianchi, Di Maio, Portaluppi al contrattacco: “Non siamo pentiti delle dimissioni. La politica non si fa con l’orgoglio personale e il sindaco ha preferito gettare la spugna che ricercare un collaborativo accordo””
  1. Neanche dal PdL c'è mai stata una reazione cosi' violenta. Tutti i punti contestati sono stati motivati in diversi occasioni.e non possono essere inseriti in un accordo che doveva concludersi con un rinnovamento di affidamento di deleghe. Tutto risale ad un complotto che ha avuto origine con il voto del 30 agosto concordato dai 3 dissidenti.

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