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Domani, mercoledì 25, riprenderà al Tribunale di Milano il processo in cui è imputato fra gli altri l’ex sindaco Alfredo Celeste, accusato di corruzione semplice. L’udienza sarà ancora incentrata sull’audizione del colonnello Alessio Carparelli che racconterà com’è nata l’inchiesta e come si sia evoluta sino a culminare nell’arresto degli indagati. Intanto il Tribunale, su richiesta dell’avvocato Giorgio Bonamassa, ha ammesso al dibattimento le intercettazioni in cui Eugenio Costantino parlando al telefono con terzi si vantava di aver di concorso a Vittuone al successo elettorale di Fabrizio Bagini e di aver così contribuito alla sconfitta del sindaco uscente Enzo Tenti in occasione delle elezioni comunali del 6 e 7 maggio 2012. 

Ma anche di un concorso per vigili truccato a Milano e di un segretario comunale in commissione esaminatrice vicino a un esponente dranghetista e di una partecipazione addirittura a un evento tenutosi a Milano nella sede dei carabinieri di via Monti. Certo è che Bagini quando è uscita la notizia ha smentito seccamente qualsiasi contatto politico, riconducendo il rapporto con Costantino alla semplice conoscenza dovuta al fatto che era il medico di famiglia. Ma l’intento della difesa non è certo quello di coinvolgere Bagini, ma di mettere in evidenza l’inaffidabilità e l’indole da millantatore di Costantino e dimostrare che quello che lui ha detto in tante circostanze era frutto della sua incorreggibile millanteria. Una carta in più e forse non trascurabile per la difesa di Celeste. Intanto per quanto riguarda la sentenza del Tar del Lazio sullo scioglimento del consiglio comunale è prevista intorno al 5 dicembre, o qualche giorno prima o dopo.

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