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(Aggiornato) Il fisco -si sa- è vorace, ma a volte per mancanza di chiarimenti appare più bulimico di quel che è. Sì, perché, come nella circostanza, ha spedito avvisi che il malcapitato contribuente di turno, non trovando allegata alcuna spiegazione, ha interpretato  come una doppia imposizione fiscale. Nel mirino del fisco comunale è finito l’immobile in cui sino a maggio scorso sorgeva l’ex negozio Olmo shop di via Magenta 33 in San Pietro all’Olmo.  Ma lasciamo che sia il proprietario a raccontare la singolare vicenda. “Il 20 maggio scorso -spiega Luigi Checchia– mia moglie, titolare del negozio, ha chiuso l’attività e ha pagato la Tari per i primi sei mesi 2014 e a cui ha fatto seguito la denuncia di cessazione della tassa rifiuti con relativa comunicazione di subentro della Società Climatizzazione Milano. Tutto sembrava a posto, ma il 3 ottobre mi è pervenuto un altro avviso di pagamento della Tari per il locale in questione con una classificazione diversa, ma con gli stessi dati catastali e lo stesso numero di immobile per il quale era già stata pagata la tassa.
Il giorno dopo ho inviato una mail ad Acsa, che ha emesso i bollettini, per chiedere spiegazioni, ma sinora non ho ricevuto alcuna risposta di chiarimento. Però in compenso mi è arrivato un nuovo avviso con le rate da pagare. Ma quel che è peggio mi è stato chiesto l’acconto e subito il giorno dopo il saldo con l’avviso di recapitato 12 giorni prima della scadenza.  Andrò a chiedere direttamente spiegazioni all’Acsa, ma sono sconcertato. Certo  sbagliare è umano, perseverare no”.  In effetti Checchia si è recato all’Acsa, dove gli è stato confermato che  il negozio ha cessato l’attività il 20 maggio, ma gli sono stati  addebitati i restanti 41 giorni, fino al 30 giugno, per cui tocca all’Olmo shop nella persona di Grazia Pellegrino richiedere tramite mail il rimborso dei 41 giorni pagati in più. “Da quel giorno -puntualizza Checchia-, mi è stato detto, l’immobile viene classificato come autorimessa e quindi mi è stato ristampato l’avviso con le dovute correzioni di scadenza, mentre l’altro avviso mi è stato annullato. Comunque, aldilà delle precisazioni dell’Acsa, resta il fatto che hanno sbagliato”.

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