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Villa Arcadia rassomiglia a un fiume carsico che, dopo un lungo silenzio, ricompare all’improvviso e a suon di aumenti delle rette. Sì, perchè inaspettatamente la Rsa ha comunicato in municipio che ha disposto l’aumento delle tariffe essendo ferme da 3 anni. Un fulmine a ciel sereno, ma tant’è. Una stangata del 6% che nei calcoli di Villa Arcadia è sufficiente a recuperare il periodo in cui non è stato applicato l’aumento Istat per via del contenzioso con il Comune. Ma adesso è tornata alla carica per riprendersi -si fa per dire- con gli interessi quello che aveva momentaneamente congelato.

In numeri gli aumenti delle rette giornaliere sono questi: per i residenti da 61,25 euro a 62,25 euro, mentre per i non residenti da 75,62 euro a 80,61 euro; per i malati di Alzheimer restano invariate: 82,90 euro (residenti) e 98,15 euro (non residenti). In municipio i rincari sono però apparsi ingiustificati e ci si è ripromessi di esaminare la questione nell’apposita commissione. Magari è così, magari no. Ma la presa di posizione dell’amministrazione comunale a fatto compiuto appare più un atto dovuto che altro.  Tuttavia se negli anni i rapporti fra Comune e Rsa non sono stati idilliaci forse il tutto è da ricondurre alla convenzione che ha lasciato a Villa Arcadia ecessivi margini di manovra. Per esempio se in convenzione fosse stato scritto che gli utili realizzati dovevano essere investiti obbligatoriamente nella Rsa bareggese e non altrove forse le cose sarebbero andate meglio e a tutto vantaggio della comunità. Ma si sa che le amministrazioni comunali ci tengono più all’apparenza che alla sostanza con il risultato che alla lunga per la loro scarsa lungimiranza a pagare le conseguenze sono sempre i soliti noti, ovvero i cittadini/utenti. Meditate amministratori…

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