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La storia palestra di vita? Quando mai, potrebbe dirlo senza tema di smentite l’amministrazione Bassani. Sì, perchè l’idea di installare i “Velo Ok” per limitare la velocità sul territorio comunale a pochi mesi dalle elezioni e con l’impegno in campagna elettorale che mai più sarebbero stati utilizzati congegni elettronici per spolpare i cittadini fa incredibilmente il paio a quello fatto dalla precedente amministrazione con i rilevatori sulla Statale 11, che alla fine ha pagato il conto, e molto salato. Non a caso è stata sloggiata bruscamente dal municipio. Ma l’amministrazione Bassani evidentemente se l’è dimenticato e pensa che quello che è valso per gli altri non sia valido per sé. Il feticcio della sbandierata sicurezza vale dunque una campagna elettorale in salita, senza alcuna contropartita? Oppure Bassani, avendo forse deciso di non ricandidarsi, non sia granché interessato che il suo schieramento vinca o perda? O altro ancora. Chissà… Tuttavia, fermo restando che le colonnine taglia-velocità non sono da demonizzare e in ogni caso costituiscono un deterrente per chi fatica a rispettare il codice della strada, appare incomprensibile, se non per ricorrere  una moda o peggio ancora le offerte di mercato, che si piazzino qui e là colonnine senza un’adeguata campagna informativa e senza che siano stati diffusi i dati dell’incidentalità nei tratti sott’osservazione e perdipiù senza un sistema  che garantisca la mobilità ciclopedonale, non pare né frutto di un progetto organico né tantomeno lungimirante. Anzi dà l’impressione che si tratti di un’iniziativa estemporanea, altrimenti dopo 4 anni del propagandato progetto della videosorveglianza del territorio si sarebbe materializzato in qualcosa. Invece nulla, anzi sono spuntati come i funghi i “Velo Ok” (qualcuno è già stato abbattuto da ignoti) per piantare -si fa per dire- una bandierina sulla casella della sicurezza. Non è  il massimo, altrimenti il progetto, che, pur resta valido nella finalità di rendere più sicura la viabilità, avrebbe dovuto concepire una diversa gestione della polizia locale e una sinergia operativa. Ma forse l’obiettivo non era tanto garantire la tanto strumentalizzata sicurezza quanto l’inconfessabile desiderio di far cassa. Un proposito di corto respiro. Ma -si sa- ogni botte dà il vino che ha. Poi in primaverà si vedrà se nel frattempo sia diventato aceto o no.

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