La burocrazia vince sempre, anche a dispetto della legge. E la politica che dovrebbe garantire la massima trasparenza e il buon funzionamento degli apparati è solo capace di gridare al rinnovo, al cambiamento solo quando è fuori dal “Palazzo”. Appena mette il piede per così dire nella “stanza dei bottoni” immediatamente trasforma i suoi strepiti elettorali in belato sino ad avviarsi velocemente a una sorta di mutazione antropologica e consegnarsi mani e piedi alla burocrazia. Un esempio illuminante? Il conferimento dell’incarico di responsabile sino al 31 dicembre 2014 ai sei capisettore con tanto di decreto sindacale. Ebbene, pur di affidargli il mandato, non si è proceduto, come si evince dal decreto sindacale, “alla rotazione prevista dal piano anticorruzione adottato con atto del commissario straordinario n° 113 dell’8 giugno 2013”, ma a riconfermare velocemente ognuno al proprio posto. La rotazione, voluta dal piano anticorruzione per garantire la massima trasparenza, almeno per adesso, può restare un optional. La motivazione? Scontata naturalmente, ovvero “assicurare un presidio dei settori mediante conferimento delle responsabilità gestionali a personale in possesso di professionalità consolidate”. Nulla da ridire se l’incarico fosse stato dato sino alla fine di quest’anno, poiché sarebbe stato normale e opportuno che un’amministrazione appena insediata si prenda un pò di tempo per analizzare la situazione e decidere il da farsi. Invece niente. Solo una gran fretta a far contenta la burocrazia. Ma a che pro?
