Una campagna elettorale senza acuti, anche se le forze politiche non si sono risparmiate per far conoscere programmi e candidati con serate, presentazioni, gazebi in piazza e nei punti di ritrovo, contatti diretti con gli elettori e manifestazioni varie. I candidati alla fascia tricolore e al consiglio comunale si sono mobilitati a intercettare la gente, a cercare il dialogo e tentare di convincere gli elettori, distribuire volantini. L’unica che non si è mai vista ai gazebi è stata Monica Gibillini.
In ogni caso non è stata una campagna in cui si sono scambiate accuse o si è cercato la rissa per ritagliarsi un po’ di visibilità. Il clima politico non è stato dunque avvelenato da polemiche, attacchi proditori e insidie.
L’unica nota stonata di una campagna elettorale corretta è stata l’organizzazione del confronto fra i candidati aspiranti alla poltrona più alta del municipio.
Nulla da eccepire per l’idea in sé, ma le ambiguità, le candidature parentali e il ruolo giocato dall’organizzatore (Paolo Pedroli) nel corso della campagna elettorale hanno indotto quasi tutti i candidati a prendere le distanze e a disertare il confronto. E così alla fine a confrontarsi sono stati soltanto Simone Ligorio e Simone Baroni, mentre gli altri cinque candidati si sono dedicati ad altro. Un flop per l’organizzazione.
Ma in queste ultime ore prima del silenzio e dell’apertura dei seggi (domenica 26 e lunedì 27) i candidati batteranno i quartieri, busseranno alle case per convincere a farsi votare. Tuttavia è molto difficile che al primo turno si sprigioni la fumata bianca, ossia che venga eletto il sindaco. Tuttavia le previsioni accreditano Silvia Scurati del centrodestra al ballottaggio, mentre nessuno si azzarda a divinare sul suo avversario.