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L’amministrazione comunale è stata una delle prime ad adottare un regolamento per disciplinare l’apertura delle sale da gioco. 
E aveva anche vinto un ricorso al Tar per il diniego ad autorizzare l’apertura di una sala troppo vicino a luoghi di aggregazione.
Un regolamento severo, che pur non ledendo l’interesse dei concessionari, è volto a tutelare gli utenti dai rischi del gioco. Tuttavia, a conferma della sua attenzione per il tema, è pronta ad aderire al “Manifesto dei sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo”, promosso da Terre di Mezzo e Legautonomie Lombardia per combattere la febbre del gioco. 
La passione smodata per le slot è un problema grave e i dati confermano la drammaticità del fenomeno. In Italia infatti il gioco è la terza industria, fattura  ben 100 miliardi e rappresenta il 12% della spesa delle famiglie.

Troppo per non preoccuparsi, soprattutto in questo momento in cui la crisi morde. L’obiettivo è sollecitare il Parlamento a varare nuove leggi in materia per ridurre drasticamente l’offerta e limitare l’accesso, ma anche la Regione affinché definisca come curare i giocatori patologici, prevenire i rischi del gioco d’azzardo e sostenere le azioni degli enti locali.

“Il nostro regolamento -spiega il sindaco Alfredo Celeste-, tenendo conto dei problemi che il gioco crea, è stato concepito in modo da arginare il fenomeno. Tuttavia nuovi provvedimenti urgono per consentire ai Comuni di contrastarlo preventivamente e scongiurare così l’impiego  di nuove risorse per contenere o curare gli effetti del gioco, compresi quelli di ordine pubblico”.

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