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Se il Comune dà un aiuto economico a una famiglia in difficoltà non è per certuni un atto di solidarietà per non lasciarla finire in mezzo alla strada, ma un cattivo esempio.
Una sorta di implicito invito agli altri a bussare un municipio, perché come recita il detto evangelico è più che sufficiente per farsi aprire. 
Certo è che un cittadino “scandalizzato” perché l’amministrazione Bagini ha erogato un contributo straordinario di 5.904.50 euro a una famiglia sfrattata si è sfogato con una lettera all’opposizione Insieme per la libertà, che non ha trovato di meglio che pubblicarla nel proprio sito.

 Ma con l’avvertenza che non ha potuto esprimere le sue perplessità trattandosi di una delibera di giunta, nonché con un commento al vetriolo: “non una casa comunale, ma una casa di proprietà di un cittadino che possiede una proprietà immobiliare come tanti altri a Vittuone”. 
In municipio spiegano che c’è ben poco da scandalizzarsi, poiché si è agito secondo la legge e si è dato quindi una mano a una famiglia con 2 figli minori che altrimenti sarebbe rimasta senza un’abitazione. Tuttavia la somma non è a perdere, perché la famiglia s’è impegnata a restituire all’ente l’importo anticipato.
Il Comune si è attivato a contattare un proprietario disponibile a concedere in locazione per un anno un immobile in via Villoresi 25 al fine di evitare il collocamento dei minori in una struttura comunitaria. Un ingiusto privilegio o un doveroso atto di solidarietà? Ai lettori la risposta.

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