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Piova o faccia vento, i soliti contestatori, che arrivano da fuori Sedriano e si uniscono a quelli locali, si scatenano a ruota libera contro assessori e consiglieri comunali. 
Un film già visto, che è andato in scena ancora ieri sera per la seconda convocazione del consiglio comunale. 
Stavolta al posto degli annunciati mestoli e pentole si sono presentati con trombe, che comandate da un’invisibile regia suonavano fragorosamente. Un modo sui generis per contestare i lavori consiliari e invitare la maggioranza a gettare la spugna. Poco è mancato che scoppiasse un litigio per il gazebo che era posizionato troppo a ridosso della recinzione in cui è ubicata l’aula consiliare, ovvero in uno spazio dove non ci poteva stare. 
Ma poi il buonsenso è prevalso e tutto -si fa per dire- è filato liscio. Tuttavia anche stavolta ai malcapitati assessori e consiglieri è stato detto di tutto, da “mafiosi” a “truffatori”, da “fatevi aiutare da Papalia” a “presentatevi al sesto piano della Procura” e così via, oltre che gridargli “dimettetevi” in un assordante crescendo rossiniano. Insomma in nome dell’antimafia sono volati gratuitamente insulti, ingiurie, offese, irrisioni per convincere la maggioranza a lasciare volente o nolente. Un pressing che si fa sempre più intenso. 
“Il paradosso -spiega l’assessore Danilo Patané– è che loro stando dietro lo scudo dell’antimafia non solo si possono permettere di dire qualunque cosa, ma addirittura si sentono legittimati e autorizzati a diffamare perché sanno che prendersela con chi è contro la mafia finirebbe per apparire come contiguo se non addirittura sostenitore della malavita. 
Comunque l’opposizione a sorpresa ha firmato il cartellino, dopo che la serata precedente se n’era andata. Sono stati approvati il piano per il diritto allo studio 2012/2013, l’estinzione del mutuo, nonché è stata data risposta all’interrogazione di Davide Garavaglia (Lega nord) che si chiedeva come mai il sindaco, pur agli arresti domiciliari, ha fatto leggere la sua lettera in consiglio comunale. 
L’assessore Patané ha spiegato che il sindaco aveva chiesto il permesso di presenziare il consiglio comunale, ma il permesso sarebbe arrivato soltanto alle 23 del giorno della convocazione consiliare per cui alla fine ha fatto recapitare il testo e lui si è prestato a leggere. In ogni caso il sindaco è vietato dialogare con l’esterno, ma non inviare messaggi.

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