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Il centro sportivo polifunzionale “M. Bongiorno” doveva essere al fiore all’occhiello della passata amministrazione Tenti e invece rischia di diventare una pesante palla di piombo al piede della giunta Bagini
Sì, perché non si è trovato neppure un aspirante operatore disposto a farsi carico della gestione dell’impianto. Un contrattempo inaspettato che adesso obbliga la nuova amministrazione comunale a studiare e trovare soluzioni per non ritrovarsi con una “cattedrale nel deserto” nel cuore del paese. Un bel problema fra i tanti lasciati in eredità ai nuovi amministratori. 

E così per la seconda volta il bando è andato deserto. Un brutto guaio che dimostra che la struttura forse era ed è eccessiva per le esigenze della comunità. Del resto non ci voleva molto per capire che un impianto così imponente non era facile da gestire e perdipiù molto oneroso. Bisognava forse pensare a forme gestionali diverse da quelle tradizionali per non scoraggiare gli eventuali operatori, ma l’entusiasmo, l’ottimismo e le urne vicine non sono state evidentemente buone consigliere. 

Certo è curioso che gli attuali amministratori abbiano fra le mani una così bollente patata quando dai banchi dell’opposizione obiettavano che a fronte dell’enorme investimento (8 milioni) il vantaggio per vittuonesi sarebbe stato minimo se non nullo. Per ironia della sorte toccherà proprio a loro individuare una via d’uscita per salvare capre e cavoli.
Insomma torna più che mai d’attualità il suo vecchio interrogativo, ovvero per “chi è stato fatto il centro sportivo polifunzionale?”.  Se non si trova un gestore disposto a farsi carico della conduzione la risposta rischia di essere solo una: per nessuno.

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