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Finite le vacanze, si ricomincia. Ma per la politica bareggese più che un ricominciare è un oltrepassarsi per uscire dalle secche in cui si è cacciata e proiettarsi nel futuro prossimo con scenari meno asfittici degli attuali.  Sì, perché in primavera tenendosi le elezioni per rinnovare l’amministrazione comunale è certo che le forze politiche sono costrette a mobilitarsi. La stranezza è che allo stato non sembra che ci siano idee molto chiare sul da farsi. L’impressione è che si aspetti l’episodio, la circostanza favorevole, l’occasione propizia per rompere ogni indugio.
Il più inguaiato sembra essere paradossalmente il centro-destra che, dopo 5 anni di governo della città, anziché avere le carte in regola per chiedere agli elettori il bis, si trova alle prese con l’ingombrante figura del sindaco uscente Monica Gibillini che non vuol sapere di uscire di scena. I vertici del Pdl sono molto imbarazzati, perché da una parte vorrebbero sbarazzarsi di Gibillini in modo soft e senza pagare dazio, mentre dall’altra temono che mettendola alla porta se la ritrovino poi alla testa di una lista propria e sarebbe per loro una iattura.  Un’eventualità quantomai temuta e che curiosamente rischia di diventare drammatica realtà. Il Pdl sa che un accordo con la Lega nord, indispensabile per sperare di vincere, con la ricandidatura di Gibillinisarebbe impossibile per i noti trascorsi, ma l’alternativa non sarebbe migliore. Insomma il PdlDa qui la ventilata tentazione di far cadere la giunta adesso in modo di mettere fuori gioco Gibillini (che magari accusando il colpo potrebbe non farcela a intrecciare nuove alleanze e restare fuori dalla competizione elettorale) e nel contempo abbia così tutto il tempo per organizzarsi e trovare alleati che altrimenti non ci starebbero. 
Sarà questo il coniglio che il Pdl tirerà fuori dal cilindro a stretto giro di tempo? Non ci sono conferme, ma non è un’ipotesi peregrina. Anche se il Pdl ricorresse alle primarie non potrebbe escludere dalla corsa Gibillini, che partecipando alla partita sicuramente staccherebbe per prima il traguardo. Una situazione che da qualunque parte si guardi appare molto complicata. L’incredibile paradosso è che il Pdl alla fine sia obbligato a sostenere un candidato che non ama, ma che non può scaricare.  L’unica soluzione, anche se appare strana, è che sfiduci Gibillini e nel tempo che rimane lavori per individuare un nuovo candidato e sancire nuove coalizioni. Sul fronte del centro-sinistra è tutto ancora da costruire, ma avendo in predicato di fare le primarie molti nodi si potrebbero sciogliere. Resta l’incognita grillina, poiché non è chiaro se il Movimento 5 Stelle scenda o meno in campo. La sua partecipazione potrebbe scompaginare i piani delle forze politiche. 

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