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Un anno alle elezioni sembra un traguardo ancora lontano, ma è solo un’impressione. 
Sì, perché già al ritorno delle ferie le forze politiche se non vorranno arrivare con il fiatone all’appuntamento dovranno mobilitarsi per incominciare a individuare il candidato sindaco. Un’operazione non semplice, soprattutto quando il quadro politico è frastagliato. Un bel problema sia sul fronte del centrosinistra che del centrodestra. 
Ma se nel centrosinistra, a parte le schermaglie e qualche dispetto tattico, le primarie potrebbero sciogliere i nodi e consegnare agli elettori un candidato unico, invece sul versante opposto la situazione è assai più complicata.

E sì, perché il sindaco Monica Gibillini (Pdl) si ritrova ormai da sola contro tutti nel suo stesso schieramento, che non vede l’ora di sbarazzarsi. Ma il primo cittadino è un osso duro e avendoci anche preso gusto a sedere nella poltrona più alta del municipio farà di tutto per non farsela soffiare dai suoi stessi “amici”. Immaginare che il centrodestra si possa ricompattare attorno a una sua ricandidatura appare altamente improbabile, anche se la politica ci ha abituati a tutto. Ma forse oggi non è più il tempo per mandare in scena giochi di prestigio. 
Il rapporto con la Lega è fortemente deteriorato e il Carroccio solo ottenendo la testa di Gibillini su un piatto d’argento potrebbe riallearsi con il Pdl. Poi all’interno del Pdl ci sono diverse anime e pretendenti alla candidatura a sindaco a cominciare dall’attuale presidente del consiglio comunale Roberto Pirota. Insomma ipotizzare un centrodestra che marci unito e compatto per vincere le elezioni è oggi un’impresa proibitiva, anche perché Gibillini non si farà spontaneamente da parte, seppure scaricata dal suo partito. Anzi pare proprio risoluta a dar vita a una propria lista e secondo voci cercherebbe di trovare un appoggio nel neonato Movimento 5 stelle
Velleitarismo o altro, di certo da settembre gli effetti speciali nel centrodestra diventeranno la costante di uno schieramento che nel tempo è stato più capace di generare divisioni, personalismi e scontri che governare. Che sarà dunque del centrodestra: una corazzata o un fragile vascello in balia delle onde tempestose?
One thought on “BAREGGIO Centrodestra, approdo in lidi più sicuri o naufragio?”
  1. Il centrodestra bareggese, inclusa la Lega, è distrutto. Il grosso dell'elettorato che l'ha sostenuto dirotterà altrove il proprio voto: grillini e liste civiche di varia natura, compresa la lista "Voi con Noi", se ne divideranno le spoglie. Quest'ultima lista perdendo però una parte del proprio elettorato deluso dai parolai qualunquisti che l'hanno guidata fino ad oggi.
    Il Partito democratico farà le primarie di coalizione (se ci saranno le condizioni politiche e di programma) o di partito (se la coalizione non ci sarà). Si presenterà alle elezioni e andrà al ballottaggio contro la difficile ma non impossibile alleanza PdL-Lega-IoAmoBareggio oppure contro la lista civica della Gibillini o contro i grillini. Nei primi due casi, il Pd (o la coalizione) avrebbe buone possibilità di vincere le elezioni. Nel terzo caso, potrebbe vincerle ma sarebbe più difficile: potrebbe infatti scattare l'effetto Parma coi comportamenti elettorali e coi risultati che si è visto.
    mfp

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