Non molla l’opposizione sulle molestie acustiche e dei fumi maleodoranti causati dalla fabbrica di bitume. E così “L’Unione per Vittuone”, volendo costringere una volta per tutte l’amministrazione comunale a pronunciarsi con nettezza sul problema, si è risolta di presentare nel consiglio comunale di martedì 21 febbraio un documento da votare. Un’iniziativa per far sì che ognuno si assuma le proprie responsabilità senza ambiguità e riserve di sorta davanti ai cittadini e non accampi scuse o giustificazioni generiche per non impegnarsi a risolvere il grave problema, che affligge in particolare da tempo i residenti di via Madonna del Salvatore.
Il testo su cui votare è strutturato in modo che nulla resti in ombra e si voti su specifici punti.
Sulla assenza di titoli abilitativi in capo all’azienda che produce asfalto, in particolare assenza del “nulla osta inizio attività”.
Non è vero che la ditta ha iniziato l’attività avendo ottenuto i pareri favorevoli di Arpa e Asl.
Si deve prendere atto che i condomini di via Madonna del Salvatore hanno segnalato già nel 2003 i gravi disturbi arrecati dalla ditta produttrice di asfalto ben prima del rilascio il 10 febbraio 2004 del certificato di agibilità; questo attesta che l’impresa ha iniziato l’attività ed il Comune non è intervenuto per il rispetto delle norme. Si ricorda ancora che l’Arpa, già con lettera del 19 novembre 2003, aveva chiesto al Comune l’adozione di provvedimenti conseguenti la mancanza di nulla osta all’esercizio che allora non era stato nemmeno richiesto, oggi dopo 8 anni viene confermato che il NOIA non c’è ancora.
Il sindaco e il direttore dell’Utc, nella lettera di risposta alla petizione per la richiesta di intervento alla azienda il 5 luglio 2010, indicano di allegare il “Rilascio NOIA dell’Asl e il rilascio NOIA dell’Arpa”.
Appare evidente che questi sono solo pareri e non nullaosta e si fa presente che all’epoca non era stato nemmeno rilasciato il certificato di prevenzione incendi concesso il 16 dicembre 2010.
Chiara l’evidente falsità contenuta nella lettera di risposta. Si ribadisce quindi come, l’attività svolta sia del tutto priva del titolo abilitativo che rende l’attività svolta dall’azienda non conforme alla normativa vigente.
Si chiede che il consiglio comunale impegni sin d’ora il sindaco e la giunta comunale a sospendere l’attività dell’azienda e ad intraprendere qualsivoglia azione volta a sanzionare l’Impresa per aver esercitato l’attività in totale assenza di titolo abilitativo. (i consiglieri voteranno se sono o no d’accordo).
Sul mancato intervento da parte del sindaco a fronte dell’esistenza di lavorazioni insalubri e segnalazioni, da parte della polizia locale, di emissioni che “rendono l’aria irrespirabile”.
Si chiede che il consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta comunale a:
1. Valutare l’opportunità di presentare esposto all’autorità giudiziaria per il reato di cui all’art. 674 c.p. In caso si ritenesse di non procedere, dare ampia e compiuta argomentazione sugli eventuali motivi ostativi alla presentazione avanti il Consiglio comunale.
2. Prendere come riferimento il valore limite stabilito da Arpa di 300 unità olfattive indicato nella relazione dell’Arpa del 19 aprile 2011 e quindi intimare all’azienda il rispetto di tale prescrizione. In caso contrario produrre adeguata e puntuale documentazione e fornirne copia in sede di consiglio.
3. Vista l’evidente dannosità della posizione dell’azienda (che peraltro è chiaramente priva di ogni titolo abilitativo del Comune) provvedere alla modifica del Pgt vigente nella parte in cui prevede la zonizzazione di attività industriale dell’area Pip.
Ciò anche a fronte dell’esistenza di una dichiarazione di “industria insalubre di prima classe”, disporre la delocalizzazione dell’azienda, anche in via autoritativa individuando e concertando con l’impresa le modalità in modo tale da non danneggiare l’attività imprenditoriale.
Constatato poi l’omissione dell’Arpa all’invito del Comune ma anche l’omissione del Comune che non ha verificato l’osservanza di una propria ordinanza che conferma ancora una volta il disinteresse ad addivenire ad una soluzione che possa tutelare la salute dei cittadini vittuonesi e visto che la tutela della salute della cittadinanza costituisce un’attribuzione del sindaco del Comune,
si chiede che quest’ultimo, nel pieno esercizio dei suoi poteri convochi l’Arpa per ottemperare alla richiesta di verifica del 4 maggio 2010 e in caso di mancata risposta o mancata attivazione di Arpa valutare se tale condotta possa prefigurarsi omissione di atti d’ufficio.
La puzza di asfalto e il rumore varia di molto durante il giorno e tenuto anche conto che l’ultima rilevazione di fumi del mese scorso è stata fatta nell’unico giorno in cui le esalazioni non erano percettibili (circostanza alquanto singolare) si chiede che il consiglio comunale impegni il sindaco e la giunta comunale a chiedere l’installazione di una centralina fissa che registri in continuo i valori di emissione e segnali e sospenda il ciclo di lavorazione in caso di superamento dei parametri prefissati dei valori di emissione in atmosfera.
