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Il Tar con sentenza pubblicata ieri, 8 febbraio, ha dichiarato improcedibile il ricorso fatto nel 2009 da Legambiente Lombardia a seguito dell’accordo transattivo sottoscritto con i proprietari dell’area e ha accettato l’offerta di rifusione al Comune di Vittuone e alla Provincia di Milano proposta da Legambiente.
Il Comune di Vittuone si era dichiarato contrario all’accordo transattivo anche in relazione alla proposta di liquidazione delle spese di causa. 
Ecco il comunicato stampa di Legambiente Lombardia.   

Tecnicamente parlando si   tratta      di                                  un ‘accordo transattivo’ quello  sottoscritto da Legambiente e società immobiliare Tecno In, attuale proprietaria dei terreni, per chiudere il contenzioso pendente avanti il Tar di Milano in ordine alla vasta zona industriale compresa tra Arluno e Vittuone all’interno della quale sopravvive il ‘Bosco del Bacin’, un vasto terreno ex agricolo attraversato da un secondario del Canale Villoresi, per la cui difesa si è mobilitata l’associazione ambientalista ed in particolare il circolo di Vittuone. 
La lottizzazione, approvata tre anni fa dal Comune, è stata al centro di forti polemiche e di azioni legali promosse dagli ambientalisti.

 L’accordo raggiunto tra l’associazione e l’attuale proprietaria dei terreni a fronte della rinuncia al giudizio da parte dell’associazione, consentirà  a Legambiente di salvaguardare gran parte del bosco, impedendo così di saturare il comparto urbanistico, già fin troppo intasato di capannoni, permettendo di salvaguardare un corridoio naturalistico forestale e nello stesso tempo potrà essere risolutivo per poter consentire ad un nuovo operatore  di poter insediare  nel comparto una grande attività produttiva  da realizzare con il minor impatto ambientale possibile e con l’impiego di circa 300 dipendenti: aspetti questi che l’associazione ha preso molto in considerazione a tutela non solo dell’ambiente ma anche della stessa comunità di Vittuone.

“Abbiamo accettato di trattare, perchè fa parte del nostro stile, non facciamo battaglie di testimonianza, ma puntiamo a risultati concreti -dichiara Ermanno Morelli, presidente del circolo  Legambiente Vit.A di Vittuone- mentre gli enti preposti al governo del territorio, Comune e Provincia, nonostante il nostro ricorso al Tar, avevano confermato le previsioni urbanistiche e imposto compensazioni ambientali  inadeguate; dal confronto con la controparte è invece stato possibile ottenere una riduzione delle superfici cementificate e un diverso disegno del progetto, così da salvaguardare e collegare tra loro le aree boschive: il risultato è, secondo noi, un buon compromesso: purtroppo non verrà azzerato il consumo di suolo, ma la qualità del progetto è migliorata e, soprattutto, i cittadini potranno continuare ad avere accesso ad un territorio riqualificato”.
Da anni Legambiente si oppone alle previsioni urbanistiche con cui il Comune di Vittuone ha dato il suo Ok alla lottizzazione dell’area del Bacin. 
L’amministrazione provinciale, a suo tempo, aveva a sua volta ricorso contro la decisione di trasformare in insediamenti industriali le aree boschive  concedendo tuttavia l’autorizzazione per l’abbattimento del bosco, con l’obbligo di realizzare le compensazioni ambientali non a Vittuone, bensì a Robecco, a ben 15 km di distanza. Di recente poi anche il Comune, nonostante pendesse ricorso al Tar da parte di Legambiente, aveva confermato le previsioni urbanistiche nel proprio Pgt.
“Purtroppo sempre più le associazioni ambientaliste vengono lasciate sole nella difesa di un bene, il suolo, che dovrebbe invece essere governato con attenzione e parsimonia da parte degli amministratori comunali -afferma Damiano Di Simine, firmatario dei ricorsi in quanto presidente di Legambiente Lombardi-. Si tratta di un atteggiamento che non giustifichiamo: i vincoli di bilancio e di spesa rendono sicuramente difficile l’impegno di chi amministra, ma questo non legittima la svendita del territorio, un bene limitato, per acquisire oneri. A Vittuone pensiamo di  aver ottenuto un miglioramento di un progetto, a fronte della garanzia di un effettivo utilizzo degli edifici e dei capannoni costruiti”
Più precisamente, l’accordo  raggiunto prevede il mantenimento del bosco e il suo miglioramento su una superficie di 20.000 mq nell’ambito collocato intorno al sedime della cascina Antonietta, demolita negli anni 60; è la parte più pregiata del bosco che ha all’interno i filari dei platani del sentiero che portava dal centro storico di Vittuone alla cascina e al Bacin. Quest’area, confinante con quella già in cessione a standard al Comune  sulle sponde del canale Villoresi, permette di realizzare un corridoio verde largo 40 metri, con una pista ciclabile che risulterà immersa nel bosco e si collegherà al  sottopasso ferroviario e quindi al centro abitato. Altri 8000 mq di bosco verranno mantenuti ai margini dell’area, e si integreranno con l’area di proprietà del Comune di Arluno fino a qualche anno fa utilizzata come discarica controllata e fossa volano per l’allacciamento alla canalizzazione del consorzio di depurazione di TAM.
Dunque quasi 30.000 mq di terreni boschivi diventeranno di uso pubblico, Legambiente li otterrà in  comodato d’uso gratuito per 20 anni con l’impegno a gestirle e curarne la manutenzione ordinaria,  con un riconoscimento di  spese per 5.000 euro all’anno. 
La cessione avverrà dopo la sistemazione a bosco  a cura dell’operatore economico che sarà progettata  e diretta anche con l’apporto di un professionista individuato da Legambiente. Alla scadenza del comodato le aree a bosco potranno essere prese in carico dal Comune. 

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