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I commercianti sono preoccupati per l’apertura del centro commerciante Bennet che ha finito per ridurre i loro già magri affari. E si lamentano. Vedono di color grigio scuro il loro futuro. “Comprendiamo le lagnanze dei commercianti per l’apertura del centro commerciale, ma non siamo stati certo noi a volere la struttura. L’abbiamo ereditata giocoforza dalla passata amministrazione di centrosinistra e proprio per cercare di ridurre l’impatto sul commercio locale stiamo contrattando per gli altri 6.000 mc che non sono stati realizzati dalla proprietà.” 
Il sindaco Alfredo Celeste è solidale con i commercianti che sono molto arrabbiati e preoccupati per il loro futuro, per il volume di affari in caduta libera. Temono di ritrovarsi con un pugno di mosche dopo anni di sacrifici. “Eravamo e siamo perfettamente consapevoli -aggiunge il primo cittadino– che l’apertura del centro commerciale avrebbe influito negativamente sull’attività dei negozi di vicinato. Non a caso quando eravamo all’opposizione abbiamo avversato l’operazione, ma i nostri predecessori hanno approvato proprio alla vigilia delle elezioni (giugno 2009) gli atti decisivi per costruire il centro commerciale e rendere poi impossibile una diversa valutazione”. 
“Stiamo cercando di contenere l’espansione del centro per salvaguardare per quel che è ancora possibile gli esercizi di vicinato. Siamo sensibili alle loro esigenze. Infatti l’assessore Danilo Patanè è in contatto con i commercianti per creare un’associazione per dar loro più visibilità e attenzione sia da parte dei cittadini consumatori che degli enti. Un modo per non lasciarli soli e aiutarli a non perdere la sfida con la concorrenza dei grandi centri commerciali”.
One thought on “SEDRIANO Celeste: “Siamo vicini ai commercianti, ma non siamo stati noi a volere il centro Bennet””
  1. Quelle del sindaco sono le classiche lacrime di coccodrillo, ha incassato più di tre milioni di euro, una parte poteva spenderla per abbellire il centro.
    In questo modo si creavano le condizioni affinchè i sedrianesi frequentassero volentieri il centro e quindi i negozi.
    Solidarietà a parole, la colpa sempre degli altri, copia il maestro Silvio, sono i comunisti la causa di ogni male ma, nel piano triennale delle opere pubbliche non c'è nulla per riqualificare il centro storico, altro che aiutarli li ha già abbandonati al loro destino.

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