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Per quasi 70 anni non si è saputo nulla della sua fine, ma adesso grazie al rinvenimento della piastrina di riconoscimento si è risaliti ai suoi parenti. E così Giovanni Oldani, morto nel campo di Tambov, in Russia, nel 1943 non è stato inghiottito dal nulla come si pensava. 
La piastrina infatti ha permesso di individuare il paese d’origine, Sedriano, e quindi ai suoi parenti. 
Intanto l’amministrazione comunale consegnerà nella serata, alle 21, del 4 novembre, in un momento della manifestazione con il Corpo musicale, in programma nella sala “M. Costa”, la piastrina ai suoi parenti, di cui uno è il nipote Giovanni Oldani, responsabile dell’area istruzione, cultura, sport e tempo libero del Comune. Un ritorno a casa del soldato Giovanni Oldani se non delle sue spoglie sicuramente della sua memoria. 
Oldani era stato arruolato nell’Armir, ma era stato fatto prigioniero (70.000 italiani sono stati catturati durante la ritirata) e condotto nel campo di Tambov a circa 500 km a sud-est di Mosca. 
Qui è deceduto probabilmente vittima delle tremende condizioni igieniche in cui era tenuto il campo tanto che le epidemie di tifo e la dissenteria falciarono la maggior parte degli internati. Soltanto 10.000 internati sono sopravvissuti. Ora grazie al “badge” anche il soldato sedrianese è tornato a casa.
“La piastrina -afferma l’assessore Silvia Scolastico- è stata rinvenuta il 24 gennaio scorso, ma soltanto adesso le autorità sono riuscite a identificare in Sedriano il luogo dove abitava lo sfortunato soldato. Venerdì 4 novembre la consegniamo al nipote per custodirne la memoria”.

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