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SEDRIANO (2 agosto 2011) – Sicurezza e teatro. Ci voleva l’apertura di piazza Cavour per mandare in scena, senza volerlo, il dramma pirandelliano “Sei personaggi in cerca d’autore”. Sì, perché come nell’opera pirandelliana i personaggi dal fondo della sala, attraversando il corridoio fra le poltrone, raggiungono il palcoscenico per reclamare una parte, anche a Sedriano i nostri infaticabili personaggi, risalendo dal fondo oscuro in cui si sono ritrovati, tentano di salire sul palco per rappresentare la consunta (tragico)commedia della sicurezza (ma il copyright del tema non apparteneva ad altri?). Ma anche qui come nel dramma originario vengono respinti dall’autore (Comune) e ripiegano nella “commedia da fare”. Cambiano gli scenari e gli attori, ma le categorie dello spirito restano immutate. Tuttavia i nostri interpreti si sono improvvisamente scoperti conservatori, dopo anni di sviolinate progressiste, naturalmente a geometria variabile, per calcare il metateatro, in salsa sedrianese, al fine di ritagliarsi un po’ di visibilità. Ma che non si fa “per quindici minuti di notorietà” come ci ricorda Andy Warhol e mutatis mutandis per ottenere gratuite paginate scandenti lamentazioni di una fantasticata tranquillità infranta da amministratori “brutti e cattivi”. E già come si possa invocare (a sproposito) la sicurezza per contestare l’apertura della piazza resta un mistero gaudioso, poiché l’esperienza e l’osservazione dimostrano che laddove la circolazione è maggiormente articolata è più snella, agevole e decongestionante del traffico e di conseguenza più sicura per pedoni e automobilisti. I rischi paventati sono semmai elucubrazioni desunte dall’astratto sillogismo aristotelico (ogni piazza è chiusa; piazza Cavour è chiusa; dunque piazza Cavour è sicura) che i difensori della piazza hanno coniato per dare forza ai loro ragionamenti, ma si sono dimenticati per un esempio di applicarlo al parco delle Scuole. Qui -seguendo il ragionamento- il parco per essere sicuro doveva essere chiuso, ma chissà come il sillogismo è rimasto nel cassetto, la struttura aperta e la sicurezza (per stare nel loro terreno) a farsi benedire. Insomma la piazza chiusa nelle loro razionalizzazioni freudiane (in politica si chiamano strumentalizzazioni) è un’isola felice che vale un po’ di presunta sicurezza.  E voilà, il gioco dei due pesi e due misure si è perfettamente realizzato. A quando il giorno nuovo annunciato dal canto del gallo e non dal volo della civetta sul far del crepuscolo?
One thought on “Piazza Cavour, teatro e psicodramma involontario”
  1. Piazza Cavour, lo sproloquio di in colto sofista: il parallelo con la necessità di una recinzione nel parco delle scuole? Bohh!!!
    Vuoi vedere che, costui per motivi di viabilità vuole aprire una strada in mezzo al parco?
    Si sa se il traffico scorre anche i pedoni sono più sicuri… T.S.O (Trattamento Sanitario Obbligatorio)

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