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VITTUONE (13 settembre 2011) – La storia infinita delle molestie acustiche e dei fumi maleodoranti causati dalla fabbrica di bitume di via Monte Ortigara non è ancora finita. Anzi riparte per impulso di Legambiente e Comitato cieli puliti.

Le due associazioni, prendendo atto che l’amministrazione comunale non ha convocato il proprietario della fabbrica, nonostante che lo stesso si era detto d’accordo, si sono nuovamente mobilitate per rilanciare la questione. 

La risposta -dal loro punto di vista- alla mancata iniziativa dell’amministrazione comunale di istituire il tavolo di discussione per risolvere il problema. 
Nel frattempo, però, Legambiente non ha “dormito sugli allori”. 
Ha intrapreso, come promesso ai cittadini nell’assemblea del 25 febbraio scorso, una serie di azioni volte a dare risposte e soluzione alla faccenda. Quali? Ha chiesto all’Arpa l’analisi dei fumi per la ricerca di eventuali sostanze cancerogene; ha sollecitato il Comune a dare conto dell’ultimo sopralluogo dell’Ara e dai dati consegnati è emerso fra l’altro che “allo stato attuale e con il sistema impiegato, l’azienda non è in grado di eliminare le molestie olfattive e che pertanto debbano essere adottati altri sistemi tecnicamente ed economicamente sostenibili”; ha invitato la Regione a intervenire per esaminare la situazione; ha presentato denuncia/querela al Tribunale di Milano contro la ditta Euro Guss Asphalt Srl con richiesta di valutazione anche della posizione del sindaco di Vittuone circa l’avere o meno esercitato tutti i poteri che la normativa gli attribuisce per far fronte alla soluzione definitiva di tale problema. 
Non è tutto. Ha pure coinvolto la Provincia dove il 29 giugno scorso si è tenuta una riunione in cui ha partecipato anche il sindaco Enzo Tenti accompagnato dal legale del Comune. Nella riunione, presente la preposta commissione provinciale, è stato ribadito dalla Provincia che occorre dare seguito alle prescrizioni imposte all’azienda, in forza del verbale dell’Arpa, controllando analiticamente gli interventi messi in campo e, soprattutto, monitorando i risultati. 
Inoltre Palazzo Isimbardi ha richiesto l’intervento dei carabinieri del Nucleo ecologico provinciale. Il sindaco per contro ha obiettato che Legambiente con il suo ricorso sul disboscamento dell’area del Bacin, dove sarebbe dovuta dislocare l’azienda, non ha certo favorito l’operazione. 
Legambiente ha però trovato e trova risibile l’accusa, poiché, a suo giudizio, delocalizzare non vuole dire spostare la fabbrica di 150 metri, come nella circostanza, quando, per legge, dovrebbe distare almeno qualche chilometro dall’abitato. 
Tuttavia l’associazione ha tratto la sensazione che la commissione provinciale abbia compreso il disagio dei vittuonesi e perdipiù si sia pure attivata a sensibilizzare i rappresentanti del Comune a farsi definitivamente carico delle richieste dei cittadini. Ma gli amministratori sono disposti ad agire?

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