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L’Imu è stata introdotta e ora, piaccia o non piaccia, si dovrà pagare. 
Ma si può anche migliorare l’applicazione per non trasformare l’imposta in una tremenda stangata per le malcapitate famiglie.
 Infatti il Partito democratico, in considerazione che con l’aggiornamento delle rendite catastali si sono create delle disparità tra diverse aree territoriali del Paese, fra diversi quartieri nelle aree urbane e tra diverse tipologie d’immobili soprattutto residenziali, ha lanciato  delle proposte migliorative.
Quali? Anzitutto inserire nel regolamento comunale per l’applicazione dell’Imu delle agevolazioni fiscali e forme di pagamento rateizzabili a favore del cittadino/nucleo familiare, qualora si verifichino:

– Casi ”estremi” di rivalutazione catastale.

– Certificazione Isee sotto i 18.000 euro
– In caso di cassa integrazione straordinaria o disoccupazione.
– Uso gratuito di appartamenti nei confronti di parenti diretti (figli, fratelli, nipoti).
Non solo. Secondo il Pd, venendo meno anche alcune agevolazioni tra le quali anche quelle relative ai contratti di  locazione con presumibilmente l’applicatazione dell’aliquota massima dello 7,6 %, sarebbe utile e opportuno promuovere fra le organizzazioni di categoria e quelle in sede locale maggiormente rappresentative accordi per la definizione di contratti a canoni concordati. 
L’iniziativa, avendo il pregio di assicurare sgravi fiscali sul reddito derivante dal contratto di locazione, incentiverebbe i proprietari ad aderire ai canoni concordati.
Dal canto suo il Pd farebbe la sua parte per spingere l’amministrazione in sede di costituzione del bilancio 2012 e nel rispetto dei suoi equilibri ad applicare l’aliquota Imu da locazione ridotta rispetto a quella attuale del 7,6%.

La scelta consentirebbe da una parte la riduzione dei canoni pagati rispetto a quelli attuali e il contrasto al diffuso mercato delle locazioni non regolari, concorrendo a produrre reddito, dall’altra andrebbe incontro a quei soggetti che non riescono ad avere le risorse per acquisire un’abitazione. 

Ossia i giovani occupati in modo precario ai quali difficilmente viene concesso un mutuo e tutte quelle persone anziane che vivono in affitto.
Inoltre agli inquilini disponibili ad aderire a questa modalità si potrebbe riconoscere un sconto sull’Irpef per accrescere il reddito e la capacità di spesa.
Secondo il Pd è anche possibile recuperare parte del gettito Imu applicando su abitazioni normalmente sfitte l’aliquota massima proprio per scoraggiare il mantenimento di residenze non occupate o peggio affittate in modo improprio.
Da qui il suo impegno a proporre all’amministrazione comunale di inserire nel bilancio 2012 gli eventuali introiti derivanti da efficaci accertamenti Ici/Imu per costituire nel 2013 un fondo Imu al fine di far fronte a particolari esigenze di cittadini, che si trovano sotto la soglia della povertà, oppure  a scomputo del calcolo Imu 2013 per abbassare l’aliquota sulla prima casa.

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