Sì alla riduzione dell’Imu ordinaria per gli immobili affittati a canone concordato. L’amministrazione comunale, trovando la proposta dell’opposizione meritevole d’attenzione, è pronta a dare applicazione pratica.
Si tratta di riconoscere degli sconti sull’imposta a chi concede in locazione a canone concordato la propria seconda casa e per contro di applicare l’aliquota dell’1,06% (aliquota massima) in tutti gli altri casi.
Non solo. Anche uno sconto sull’Irpef di 495,80 euro a chi ha un reddito inferiore a 15.493,71 euro e di 247,90 euro a chi ha un reddito compreso tra 15.493,71 euro e 30.987,41 euro. La misura avrebbe il pregio di scongiurare l’aumento del canone di locazione che scatterebbe per via dell’aliquota unica dello 0,76%.in quanto l’Imu non prevede agevolazioni per chi concede le abitazioni in affitto.
“Abbiamo sempre detto -spiega il sindaco Alfredo Celeste – che se le proposte dell’opposizione vanno in direzione dell’interesse generale non c’è alcun motivo per contrastarle, come in questo caso. Tuttavia anche noi stavamo pensando a misure per alleggerire il carico impositivo che grava sui contribuenti. In ogni caso il provvedimento contrasta il mercato delle locazioni irregolari, mantiene invariato o riduce il canone d’affitto, non spinge i proprietari a rivalersi sugli inquilini per compensare la maggiore spesa, scoraggia gli sfitti e produce anche reddito”.
Meglio di così?
