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Sport e politiche sportive a Bareggio? Un completo fallimento! Sì, il presidente della consulta sport Simone Ligorio (parla a titolo personale) non ha dubbi, numeri alla mano, che l’amministrazione Gibillini abbia fallito totalmente in materia di sport. Anzitutto, a suo giudizio, non si è mai preoccupata di coinvolgere le associazioni e ha snobbato la consulta dello sport, nonostante che rappresenti circa il 90% dei bambini/e e degli adulti che fanno sport in paese.

La sua ricostruzione è impietosa:
1) nel 2009 sono state incrementate le tariffe di utilizzo degli impianti sportivi del 91%;
2) nel 2010 è stato aperto il centro sportivo “G. Facchetti” con oltre un anno di ritardo e senza le ore necessarie a sopperire le esigenze delle associazioni; 
3) nel 2011 i contributi per le associazioni sportive sono stati ridotti drasticamente, nonostante l’impegno preso dalla stessa ammini- strazione nel 2009 di introdurre tre livelli di contribuzione;
4) nel 2011 le associazioni si sono fatte carico dell’aperture delle strutture sportive, facendo risparmiare al Comune circa 25.000 euro all’anno, in cambio è stato chiesto di mettere a norma la palestra delle scuole medie di Bareggio, al fine di renderla agibile al pubblico, ad oggi nessuna notizia;
5) la convenzione per la gestione dei campi sportivi di Bareggio e San Martino è stata rivista addebitando alle associazioni che le utilizzano il costo delle utenze.
“La colpa maggiore dell’amministrazione -attacca Simone Ligorio– è non avere idee e di non essere tempestiva nelle decisioni e nella loro attuazione. Un esempio è il rinnovo della stessa consulta, scaduta a gennaio 2011 e solo a marzo 2012 sono state avviate le procedure per il rinnovo. Inoltre si è in attesa da quasi un anno del bando per la gestione del centro sportivo ‘G. Facchetti’ (che ad oggi va avanti grazie ad una convenzione di un anno tra un’associazione e il Comune) al fine di apportare le dovute migliorie alla struttura e soprattutto permettere al meglio l’usufruibilità della struttura da parte delle famiglie e delle associazioni. L’auspicio è che la prossima amministrazione consideri la consulta sport come un interlocutore principale per la definizione delle politiche sportive e non come un organismo di contrapposizione politica”.

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