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Il parcheggio sotterraneo nel parco di Piazza Libertà è come un fiume carsico. E già, sparisce per mesi e poi inaspettatamente torna in superficie. Adesso è nuovamente d’attualità. Ma è già polemica. Infatti il Partito democratico ha trovato molto strano che sia stata convocata la commissione consiliare per discutere della questione. La stranezza, a suo dire, non è tanto sul fatto che si debba realizzare nel parco essendo nel programma amministrativo quanto che si debba ridiscutere nei contenuti. Troppo per non accendere il campanello d’allarme. Da qui la presa di posizione del Pd.
<Da quel che si è potuto capire questo “insano pasto” ha diverse ipotesi tra cui una che prevede il parcheggio sotterraneo sotto la montagnetta della biblioteca, con estensione perimetrale nell’area antistante la scuola media, ovvero verso il fontanile. Qualsiasi persona di buonsenso capisce che siamo all’aberrazione e al “sonno della ragione” che rischia di generare un ecomostro e di danneggiare irreparabilmente il parco e il fontanile. Peraltro questo parcheggio non serve al nostro comune in quanto basterebbe solo regolamentare i posti auto esistenti e incentivare, riqualificando Via Ponti, l’utilizzo di quelli già realizzati, come i 200 posti da Via Ghisolfa. Il punto, invece è che la piazza deve essere resa vivibile ed usufruibile da tutti i cittadini senza i rischi derivanti dall’aumento del traffico e ciò non può prescindere dalla contemporanea rivitalizzazione della stessa. Per questo prima di fare danni occorre avere una visione di visione d’insieme del centro storico, delle sue attività, dei suoi cortili, delle sue peculiarità architettoniche e vocazioni funzionali. E’ proprio questo respiro culturale e valoriale che manca all’amministrazione Pdl-Lega nord

E’ necessario che il centro torni adesser luogo di ritrovo tra le diverse generazioni, così come in passato, e torni ad essere il luogo vitale di Cornaredo. Ma forse è un compito difficile per amministratori che non sono nemmeno cornaredesi>. Insomma per il Pd sarebbe molto meglio destinare i 2,4 milioni derivanti dalla convenzione Bennet ai cittadini che fra Imu, Irpef e tasse varie non se la passano tanto bene.

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