Ecco il “messaggio” del sindaco Alfredo Celeste, che è stato letto ieri sera in consiglio comunale.
L’articolo 27 della Costituzione così recita… “L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
Questo dettato garantistico dei diritti civili è stato applicato recentemente nei confronti del governatore dell’Emilia Romagna Errani e del governatore della Puglia Vendola che, indagati precedentemente, hanno assistito alla conclusione del loro processo con relativa sentenza di assoluzione.
Nel 1988 in qualità di sindaco del Comune di Sedriano fui accusato di un reato. In quell’occasione vi fu un notevole risalto e clamore e dal punto di vista mediatico e dal punto di vista politico. L’opposizione si distinse nel fare accuse pesanti e diffamatorie tanto da essere costretto e lasciare il mio incarico.
Il 17 giugno 1996, dopo una gogna processuale di circa 8 anni, un tribunale della Repubblica in Milano, mi ha assolto per non aver commesso il fatto.
In quel consiglio comunale era presente il consigliere Giovanni Curioni, ancor oggi tra i firmatari della mozione di sfiducia in discussione all’ordine del giorno. Questi dovrebbe ricordare agli altri l’ingiustizia da me già patita.
L’aver lasciato l’incarico di sindaco dell’epoca, determinò un’alleanza fra la Dc e il Pci che si è protratta sino al 2009 con questi risultati:
– Un paese dormitorio
– Assenza rilevante di centri e per gli anziani e per i giovani
– Carenza di strutture sportive e comunque inadeguate
– Mancanza di spazi di socialità
– Rete fognaria al collasso
– Sede comunale non utilizzabile
– Opere pubbliche inesistenti e di un certo rilievo, eccetto la costruzione della mensa cosiddetta “Astronave” e la costruzione della piazza del Seminatore, che dopo pochi anni, presenta segni strutturali di cedimento preoccupanti che necessitano di un rimedio adeguato.
– Opere pubbliche inesistenti e di un certo rilievo, eccetto la costruzione della mensa cosiddetta “Astronave” e la costruzione della piazza del Seminatore, che dopo pochi anni, presenta segni strutturali di cedimento preoccupanti che necessitano di un rimedio adeguato.
In questo ventennio sotto la guida dei sindaci Re e poi Rigo, abbiamo assistito alla peggiore attività urbanistica del Comune di Sedriano, attraverso la gestione dei “compagni” comunisti assessori prima Antonio Oldani e poi Tiberio Paolone.
Il nostro territorio è stato saccheggiato letteralmente e devastato da una cementificazione assurda, prima con la grande speculazione inerente la cosiddetta operazione Cincinnati, per giungere all’attuale piano regolatore vigente che prevede circa 200.000 metri cubi di edificabilità, di cui realizzati a oggi almeno la metà; lo si può constatare andando in giro per il paese e vedere che tutte, ripeto tutte, le costruzioni in essere sono frutto della procace attività edilizia della trascorsa giunta di centro-sinistra, ribadendo che l’attuale giunta ha solo realizzato un unico piano di lottizzazione di edilizia convenzionata.
Devo invece ammettere che una colpa in materia urbanistica l’ho avuta: aver realizzato il vostro obiettivo strategico (in realtà anche il nostro) di acquisire all’amministrazione comunale Villa Colombo e, parliamoci chiaro, con un progetto urbanistico che sfido chiunque a dire che non era migliorativo dell’interesse pubblico rispetto a quello a cui voi avevate già dato l’assenso.
La vostra presenza e controllo sul territorio è stata nulla: non accorgersi neppure (e non dare agli uffici tecnici comunali la possibilità di accorgersene) che il vostro avversario Tav-Cavtomi avrebbe addirittura realizzato una cava abusiva, scavando un laghetto da voi assentito senza preoccuparvi in alcuna maniera che in tal modo si sarebbero scavati 320.000 metri cubi di ghiaia sedrianese a zero oneri. Non vi siete neppure peritati di verificare l’abuso e di sanzionarlo, cosa che l’amministrazione di centro destra, rispettando la legge, ha fatto.
Abbiamo, quindi, motivo di non ricevere lezioni di buona amministrazione da nessuno né tantomeno da voi che avete amministrato per 20 anni con i risultati che vi ho descritto.
Non vi saranno le ennesime dimissioni per un’accusa ancora una volta infondata e sbagliata e, in particolare, per dei motivi estremamente semplici e chiari: il mandato elettorale da me ricevuto nel 2009 è pienamente legittimo e regolare e senza voti di dubbia provenienza, con un programma che si sta svolgendo in maniera regolare e continua, ricevendo un notevole consenso, nonostante le scelte fatte dal Parlamento italiano.
E’ che questo paese sa ricevendo una gogna mediatica ed è una cosa che mi addolora profondamente perché ingiusta ed assolutamente immotivata.
E’ vero che non tutti (Il Giorno, Il Corriere della sera, Città oggi, Settegiorni), ma una faziosa parte dell’informazione abbia assunto le vesti di un plotone di esecuzione e sparga diffamazione e veleno. Tra questi spicca “Altomilanese”, un periodico che ha fatto della falsità nei miei confronti la sua bandiera, forse in attuazione delle direttive politiche e ideologiche del padrone politico del suo direttore, ossia il senatore Mario Mantovani. Ovviamente questo sindaco continuerà a difendere la verità e sarà purtroppo obbligato a minacciare nuove azioni giudiziarie nei confronti di coloro i quali approfittano del diritto-dovere che ha ogni giornalista di trasmettere informazioni e conoscenze, comunicando e trasmettendo invece insinuazioni e falsità.
Coloro i quali si prestano per gretti e meschini motivi a tale gogna mediatica dovrebbero vergognarsi a andar via da Sedriano.
Mi addolora ancora di più che vi sia stato un contributo a questo anche da membri dell’opposizione, i quali hanno acriticamente accettato e fatto proprie accuse derivanti non dalla magistratura, ma da soggetti decisamente non terzi che avevano tutto l’interesse a screditare questo sindaco e che per fare ciò sono arrivati, senza alcuna prova, a dichiarare falsamente che Sedriano è infiltrata dalla ‘ndrangheta.
Né Sedriano né l’amministrazione comunale è infiltrata dalla ‘ndrangheta; la stessa magistratura lo afferma attraverso la mia persona.
E’ vero anche che ci sia una parte dell’opinione pubblica che è disorientata e confusa.
E’ vero che questo stato di confusione è opera di una parte ben precisa che si adopera perché quella parte dell’opinione pubblica rimanga sempre confusa e sconcertata, utilizzando l’accanimento e l’insulto personale, facendolo senza alcuna dignità e decoro né per se stessi né per coloro che sono i destinatari delle loro invettive.
E purtroppo ciò è avvenuto con la manifestazione, falsamente spontanea, organizzata durante la festa di san Remigio che ha visto, attraverso slogan e comportamento, oggettivamente ledere i valori, le tradizioni e i costumi propri di quella ricorrenza.
Mi ha colpito, e scusate le digressione, che in tale “spontanea manifestazione” siano stati utilizzati simboli, come la bandiera della pace, che avrebbero dovuto testimoniare verità, giustizia e rispetto degli altri.
Da cattolico spero tanto che queste persone si ravvedano e rientrino nell’alveo del vivere civiel e della reciproca convivenza, all’insegna dei principi che la nostra Costituzione incarna della verità e non dell’ingiuria, della prevenzione e della menzogna.
La pubblicazione degli atti giudiziari sul sito Internet serve per far sì che ognuno, nella massima trasparenza e rispetto, abbia un’autonoma opinione su ciò che sta accadendo e non basata sul sentito dire o sui propri interessi; avrei voluto parlare direttamente negli occhi, anche perché di buona parte conosco la loro vita e ciò che li accompagna, e poter dire a ognuno le cose come sono nella verità.
Gli atti possono immediatamente provare che nessun reale elemento di prova è contro di me; e non poteva essere diversamente vista la mia totale estraneità, rispetto all’accusa di corruzione basata sulla fantasiosa ricostruzione dei miei rapporti con altre persone anche estremamente a me vicine, che però non tengono conto della legge elettorale: da quando un sindaco prende le preferenze?
“…Nessuno dubita di questa asserita incorruttibilità di Celeste Alfredo, dal momento che lo stesso non sia disposto ad accettare a titolo personale tangenti in denaro in cambio di atti del suo ufficio…” (ordinanza pag. 306).
“… Dall’indagine non è emersa la prova che Celeste Alfredo sapesse dell’appartenenza di quest’ultimo (Costantino Eugenio) alla ‘ndrangheta calabrese. Né vi è la prova che sapesse che Costantino avesse intenzione di coinvolgere gli appartenenti del clan…” (ordinanza pag 314).
Da qui bisogna partire per chi vuol veramente capire tutti i miei atti fra i quali anche quello pubblicizzato ed evidenziato da trasmissioni televisive nazionali, dell’invito per la serata famosa della Minetti, invito che ho esteso a tantissime altre persone così come hanno fatto tutti gli altri miei consiglieri (questo termine non viene mai citato… chissà perché pur se io l’ho detto) alle eventuali contestazioni che di fatto sono avvenute.
Altri episodi riguardanti l’attività amministrativa nel capo di imputazione sono stati già facilmente smentiti dalla stessa relazione che la Procura ha affidato a un consulente incaricato.
Non vi è assolutamente alcun riscontro di appalti o favori di alcun genere nei confronti di nessuno.
Paradossalmente, l’amministrazione comunale di Sedriano e tutta la sua attività. Nonostante tutto, sono convinti oggi di ricevere una certificazione di qualità da un organo al di sopra di ogni sospetto, ovvero la Procura della Repubblica di Milano e, anche per il futuro, questa garanzia sarà propedeutica per la trasparenza di tutte le altre attività che verranno compiute da questa stessa amministrazione.
Sarà la magistratura, in particolare, a decidere lo stato dell’altra persone che io conosco molto bene come voi tutti noto e che, nonostante le accuse rivoltegli, io continuo a credere estraneo a questa organizzazione criminale e responsabile esclusivamente di atti più che deprecabili, ma che non costituiscono reato. Il mio affetto per lui non sarà comunque diminuito da una lesione dell’eventuale stima che io avevo.
Una cosa però voglio chiarire: i figli non possono subire le colpe dei padri e difenderò a spada tratta questo principio, come difenderò anche i genitori di Costantino che ho sempre conosciuto come ottime e brave persone, come credo riconosciuti da tutti i cittadini di Sedriano che hanno avuto la possibilità di conoscerli.
La stessa cosa devo dire per mogli o persone che sono parenti o amici di cittadini che, per adesso, sono sostanzialmente solo sospettati di aver compiuto reati.
Sono solidale come tutto me stesso con il mio capogruppo dottoressa Fagnani che ricevendo incivile denigrazioni e ingiurie, ma sono certissimo anche tantissimi attestati di solidarietà e stima per tutta una vita rivolta a far del bene alle persone. D’altronde non posso non ricordare che anche Marco Scalambra ha passato la sua vita ad aiutare gli altri, anche giungendo a rischiare la propria professionalità adoperandosi in prima persona per far accettare un’innovazione nel campo medico, costituita dalla “laparoscopia”, che ha salvato tantissime vite umane; oppure formando cooperative senza scopo di lucro sempre finalizzate ad aiutare i diversamente abili. Anche per questo mi pare impossibile e inimmaginabile che Marco si possa essere prestato coscientemente ad aiutare un’organizzazione che invece infligge la morte per propri scopi criminali.
Fatemi spendere due parole sull’accusa.
Le elezioni del 2009 sono regolari: ciò è dimostrato da una semplice lettura del numero di preferenze che i candidati consiglieri hanno avuto e dalla semplice considerazione che la legge elettorale, pur un Comune tipo Sedriano, non prevede alcuna preferenza per il sindaco.
E’ più assurdo e totalmente irreale l’ipotesi che io abbia potuto realmente pensare o lavorare per candidarmi quale senatore alle prossime elezioni nazionali del 2013. L’assurdità politica e l’impossibilità concreta sono indiscutibili e chiarissime a chi anche lontanamente si è occupato di politica.
La cosa che più mi ha colpito però, testimonianza della falsità di quell’ipotesi di accusa, è proprio il mio comportamento dell’ultimo anno che, se fosse stata vera tale ipotesi, avrebbe dovuto vedermi impegnato in prima persona a organizzare la mia candidatura e ovviamente ciò non è avvenuto; e neppure poteva avvenire, come sempre pubblicamene affermato perché ciò che io volevo era finire il mio quinquennio di sindaco e lottare per il prossimo.
Rassegnare le dimissioni oggi significa anche certificare in maniera definitiva e quindi storicamente indelebile, che Sedriano sia realmente infiltrata da organizzazioni criminali.
La profonda ferita inferta alla stessa comunità sedrianese da questa ingiusta accusa, può essere soltanto curata, cancellata e guarita attraverso l’esistenza in vita di questa amministrazione che dimostrerà in tutte le sedi che Sedriano è una comunità sana, viva, partecipe della vita sociale e soprattutto onesta tesa solo al lavoro e al rispetto dell’altro.
Non rifarò la fesseria che ho fatto nel 1988.
Non rassegnerò le dimissioni.
Io so perfettamente che i miei comportamenti sono sempre stati improntati alla massima rettitudine e quindi non ho bisogno che qualcuno mi venga a dire che sono incorruttibile.
Io ero, sono e sarò incorruttibile e non per paura o altro, ma perché ritengo che un diverso comportamento sia lesivo del dovere che i cittadini mi hanno dato con il loro voto.
So anche che identico pensiero è dei membri della mia giunta e dei consiglieri comunali; sono loro che mi hanno concretamente dimostrato la loro coerenza, il loro coraggio, la stima e la certezza di questa mia rettitudine.
A loro va il mio profondo ringraziamento.
Invito i consiglieri comunali di minoranza che giustamente devono svolgere il loro compito a una profonda riflessione, le elezioni non si vincono con il ricorso alla magistratura oltretutto ingiustificato, ma con progetti e proposte politiche e cin il reale rispetto dei principi della nostra Costituzione.
Richiedere lo scioglimento del consiglio comunale su insistenti presupposti giuridici e politici, produce soltanto pessime figura per i proponenti e fa cassa da risonanza ai soliti organi di disinformazione prevenuti e solo tesi alla diffamazione e al’ingiuria e non alla diffusione di notizie vere.
Vi invito tutti, quindi, a cessare questo ingiustificato comportamento, ma a continuare e lottare affinché la criminalità organizzata e l’ingiustizia politica e sociale siano sconfitte.
Per quanto mi riguarda io sarà presto con voi assiduamente ancor di più per il bene della comunità e nel rispetto delle differenze che ci hanno sempre accompagnato.