La prostituzione è sparita dal territorio comunale. Le lucciole che prima puntualmente stazionavano alla rotonda di cascina Scaravella o in qualche altra area non si vedono da tempo, salvo qualche sporadico “mordi e fuggi”. Gli insistenti controlli della polizia locale e le sanzioni sono stati dunque più che efficaci per convincerle che a Sedriano non era il luogo giusto per esercitare la professione più antica del mondo. Un deterrente che ha dunque funzionato. Ma il rischio è che si trasferiscono nel territorio di un Comune viciniore. “Una soluzione -afferma il vicesindaco Adelio Pivetta– per dare scacco al
fenomeno o quantomeno per arginarlo sensibilmente sarebbe quella di unificare le ordinanze dei Comuni che fanno parte del patto locale. Misure omogenee permetterebbero di intervenire con maggiore incisività e ottenere risultati apprezzabili sull’intero territorio. La bocciatura del pacchetto Maroni da parte della Corte costituzionale non è stata una scelta lungimirante, poiché solo i sindaci hanno il polso della situazione e non dandogli la possibilità di intervenire non si facilita certo il contrasto alla prostituzione e al malaffare che ruota attorno. In ogni caso noi abbiamo fatto molto per la sicurezza e per contrastare la prostituzione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Il vicesindaco non ha trovato grande coerenza in quegli stessi mass media che oggi non hanno avuto nulla da ridire per l’ordinanza antiprostituzione del sindaco di Vittuone, mentre quando l’aveva fatta Sedriano erano stati molti critici sino a dargli addirittura dello sceriffo. L’implicita conferma che se il provvedimento è adottato dal centro-sinistra va bene, mentre se varato dal centro-destra è “brutto e cattivo”. Un malvezzo duro a morire, poiché la sicurezza non è né di destra né di sinistra. Ma c’è chi insiste pervicacemente a distinguere laddove non c’è nulla da distinguere.