Non c’è al momento l’ufficialità, ma sembra proprio che la commissione d’accesso in municipio sia stata prorogata per altri tre mesi.
La decisione del prefetto dovrebbe essere notificata domani in municipio. “Non è allo stato -puntualizza il sindaco Alfredo Celeste– pervenuta alcuna comunicazione in merito. Non abbiamo nulla da temere, poichè la nostra azione è stata sempre improntata alla trasparenza e alla chiarezza. Abbiamo fiducia nell’operato dei commissari che sono servitori leali e corretti dello Stato”.
I motivi della ventilata proroga non sono noti, ma è chiaro che si voglia ancora indagare. In ogni caso la commissione, dopo tre mesi, non è approdata ad alcuna conclusione, nonostante abbia passato in rassegna documenti e audito i responsabili degli uffici. Insomma ha bisogno di altri tre mesi. Qual siano lo scopo e la ratio di tale scelta restano al momento di difficile decifrazione. Tuttavia è ragionevole pensare che se avesse trovato materiale compromettente non si sarebbe attardata in lungaggini. Ma, aldilà delle ragioni del provvedimento, è utile andare avanti per altri tre mesi?
Certo è che si arriverà all’8 ottobre e considerando che la commissione avrà altri 45 giorni per approntare la relazione, che potrà essere oggetto di osservazioni dalla controparte, si giungerà quantomeno a fine anno. Poi toccherà al ministro degli interni decidere se sciogliere o meno l’ente, sempreché venga chiesto il commissariamento. A quel punto, essendo giunti a 3 mesi o anche meno dall’appuntamento con le urne, che senso avrebbe eventualmente commissariare il Comune?
Se è così, qual è il significato della proroga?
