Sic transit gloria mundi. E sì, sono bastati pochi mesi per trasformare gli applausi sperticati per la commissione prefettizia in aperta delusione. Infatti, adesso, anche quelli che avevano salutato più per avversione per i passati amministratori che per convinzione profonda l’arrivo dell’organo prefettizio come una sorta di salvagente della comunità, incominciano ad avere notevoli dubbi sulle sue doti salvifiche. L’aumento sproporzionato delle tariffe del centro estivo, l’erba non tagliata, la manutenzione stradale dimenticata, le scuole con l’amianto in stand by tanto per stare alle cose più evidenti e sotto gli occhi anche di chi è poco addentro alla vita amministrativa, le risposte disattese e la mancanza di uno straccio di comunicazione preventiva lasciano fortemente perplessi.
La fila in municipio di certe forze politiche per segnalare questo e quell’altro che ai loro occhi meritava qualche intervento è valsa solo a certificare risposte apparentemente rassicuranti dai commissari, ma nella sostanza senza alcun riscontro. Insomma è diventato chiaro anche ai loro occhi benevolenti che la commissione è più interessata ad apparire efficiente agli organi superiori che dare risposte alla comunità e ai cittadini che continueranno ad abitare a Sedriano anche quando finirà il suo mandato. Meglio tardi che mai. Del resto era parso molto strano che un organo burocratico riscuotesse a Sedriano tanto apprezzamento senza vederlo all’opera, visto, tanto per fare qualche esempio, che nella vicina Bareggio il commissario Giuseppa Massa nei 6 mesi (27 dicembre 2012 – 10 giugno 2013) che ha guidato il municipio è stato completamente ignorato dalle forze politiche e ad Arese il commissario Anna Pavone nei 9 mesi (19 agosto 2012 – 27 maggio 2013) che ha guidato il Comune è stato al centro di appelli, polemiche e contestazioni di tutte le forze politiche per il suo iperattivismo, in particolare per il piano urbano della viabilità e per la gestione dell’accordo di programma dell’area ex Alfa Romeo in cui l’operatore ha assunto impegni finanziari per interventi infrastrutturali pubblici per oltre 60 milioni.
