La casa dell’acqua? Un’opera condivisibile, ma incompiuta. I consiglieri comunali leghisti Silvia Scurati e Lorenzo Paietta, pur apprezzando l’intervento in sé, ritengono che ci sono diverse cose da chiarire. Quali? “L’amara sorpresa all’inaugurazione -spiegano Scurati e Paietta- è stata quella di avere trovato una quota fissa di pagamento per potere erogare l’acqua gasata: 5 centesimi per prelevare un litro d’acqua gasata con il sistema che non eroga neppure il resto. Dall’altra parte invece accesso libero per quanto riguarda l’acqua naturale.
Più volte in consiglio comunale abbiamo suggerito alcune modalità di distribuzione dell’acqua prima fra tutte l’accesso attraverso la carta regionale dei servizi (Crs), sistema praticamente usato in tutti quei Comuni dotati di casa dell’acqua, facendo in modo di dare accesso unicamente ai residenti. Da un lato è inaccettabile che un bene primario e pubblico come l’acqua sia fatto pagare e dall’altro è assurdo che un servizio dedicato ai bareggesi venga di fatto utilizzato da tutti visto che l’acqua naturale è a libero accesso, senza nessun sistema che accerti la provenienza dell’utente. Tutto questo quando poi sono i contribuenti bareggesi a pagare i quantitativi di acqua erogata attraverso i proventi delle tasse. A ciò aggiungiamo che la zona del parco in cui è stata ubicata è di fatto al buio: chiediamo quindi che venga potenziata l’illuminazione pubblica, in modo da rendere più sicura la stesa casetta e tutelare gli utenti che vi si recano. Pertanto chiediamo che venga subito previsto l’accesso alla casetta attraverso la Crs, senza aspettare che termini il periodo dei sei mesi di sperimentazione previsto, limitando l’accesso ai cittadini bareggesi e rendendo quindi gratuita anche l’acqua gasata così come avviene in tutti gli altri Comuni. D’altra parte lo stesso Pd insieme anche a Voi con Noi, aveva partecipato qualche anno fa ad una raccolta firme legata all’acqua come bene pubblico da fornire gratuitamente, e quindi ci sembra giusto che ora si dia seguito alle corrette intenzioni espresse in passato...”
Più volte in consiglio comunale abbiamo suggerito alcune modalità di distribuzione dell’acqua prima fra tutte l’accesso attraverso la carta regionale dei servizi (Crs), sistema praticamente usato in tutti quei Comuni dotati di casa dell’acqua, facendo in modo di dare accesso unicamente ai residenti. Da un lato è inaccettabile che un bene primario e pubblico come l’acqua sia fatto pagare e dall’altro è assurdo che un servizio dedicato ai bareggesi venga di fatto utilizzato da tutti visto che l’acqua naturale è a libero accesso, senza nessun sistema che accerti la provenienza dell’utente. Tutto questo quando poi sono i contribuenti bareggesi a pagare i quantitativi di acqua erogata attraverso i proventi delle tasse. A ciò aggiungiamo che la zona del parco in cui è stata ubicata è di fatto al buio: chiediamo quindi che venga potenziata l’illuminazione pubblica, in modo da rendere più sicura la stesa casetta e tutelare gli utenti che vi si recano. Pertanto chiediamo che venga subito previsto l’accesso alla casetta attraverso la Crs, senza aspettare che termini il periodo dei sei mesi di sperimentazione previsto, limitando l’accesso ai cittadini bareggesi e rendendo quindi gratuita anche l’acqua gasata così come avviene in tutti gli altri Comuni. D’altra parte lo stesso Pd insieme anche a Voi con Noi, aveva partecipato qualche anno fa ad una raccolta firme legata all’acqua come bene pubblico da fornire gratuitamente, e quindi ci sembra giusto che ora si dia seguito alle corrette intenzioni espresse in passato...”
