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La scuola? Non è una priorità per la giunta Lonati. Ad affermarlo è Simone Ligorio, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, altrimenti non avrebbe tagliato i contributi  (13.000 euro) alla scuola pubblica.  “Occorre chiaramente dire -puntualizza Ligorio– che la scuola e l’istruzione non sono una priorità, perché in un periodo in cui, il governo Renzi prosegue con i tagli all’istruzione e agli enti locali ed il Comune aumenta l’imposizione tributaria, si preferisce spendere 300.000 euro in incarichi di collaborazione, consulenza e legali. Si preferisce pagare 4.600 euro all’anno per l’adesione ad un centro studi che non ha mai fornito un servizio al nostro comune, si preferiscono spendere 20.000 euro all’anno per il nucleo di valutazione dei dipendenti, quando a Magenta se ne spendono 5.000″.
Una sproporzione, ma tant’è se si consideri che si prospetta un avanzo di amministrazione di circa 2 milioni. “Certo -aggiunge Ligorio– chi governa ha il diritto di decidere in che modo allocare le risorse all’interno del proprio bilancio. Ciò viene fatto in base alla propria visione politica, propri valori e soprattutto in base alle priorità di mandato che ci si è dati. Quanto destinare ad un ambito (sociale, sportivo, culturale, produttivo, ecc.) dipende innanzitutto dall’importanza che l’amministrazione vuol dare a quel settore e dai bisogni che intende soddisfare. In un periodo di scarsità di risorse diventa ancora più importante quanto detto sopra, infatti solo in base al criterio delle priorità è possibile fare delle scelte. Se è un diritto poter decidere in che modo allocare le risorse, è anche un dovere spiegare ai cittadini il perché di certe scelte e non continuare ad arrampicarsi sui vetri come ha fatto sino ad ora questa amministrazione”. La stoccata finale non poteva mancare. “Mi auguro -conclude Ligorio-, però, che quest’anno non ci sia un avanzo spropositato, come è successo l’anno scorso e che quindi l’amministrazione possa portare a compimento tutti i suoi progetti e obiettivi. Se ciò non dovesse accadere, siamo in presenza di una classe politica che non solo non considera l’istruzione prioritaria, ma che è incapace di gestire la cosa pubblica“.

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