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Sono finiti in manette due grossi spacciatori che operavano a Milano e nell’hinterland. I  Carabinieri della compagnia di Rho, che da tempo erano sulle loro tracce, sono riusciti ad arrestarli. Z.H. e B.T., due albanesi di 30 e 31 anni, domiciliati a Milano, avevano sviluppato un grosso volume d’affari grazie allo spaccio di stupefacenti sia nella periferia nord di Milano che in tutto l’hinterland, compreso il Rhodense. I due sono stati sotto il mirino dei Carabinieri del nucleo operativo e Radiomobile della compagnia di Rho per diverso tempo in quanto individuati cedere stupefacenti a piccoli pusher del rhodense. I militari,  monitorando tutti i loro spostamenti, hanno mappato perfettamente il loro modus operandi.

E così, una volta individuati gli abituali luoghi e orari delle consegne, ieri si sono risolti di intervenire con un mirato servizio che è culminato nell’arresto dei due a Milano, i quali sono stati incastrati definitivamente, poiché trovati in possesso di due chili di cocaina purissima e uno di marijuana, pronti per essere immessi sulle piazze di spaccio. Con loro in macchina vi era anche un marocchino che è stato fermato essendo  in possesso di diverse decine di migliaia di euro. Sono in corso approfondimenti in materia perché si ritiene che questi sia un tramite per il riciclaggio del denaro sporco, così come provato anche recentemente da altre indagini portate avanti sempre dai carabinieri della compagnia di Rho, specialmente la Money Cleaners condotta dai militari della tentenza di Pero che aveva permesso di acclarare la presenza di bazar gestititi da magrebini dediti al riciclaggio di denaro sporco. Alla fine del 2013 erano stati effettuati al riguardo 6 fermi, messi sotto sequestro 2 bazar e sequestrati un milione di euro derivanti dal traffico di stupefacenti. E’ una scoperta importante, che permette di acclarare i rapporti tra criminalità albanese e magrebina. L’operazione, ha consentito di sequestrare, oltre allo stupefacente, la somma in danaro contante di 82.000 euro. I due albanesi sono finiti a San Vittore e dovranno difendersi dall’accusa di spaccio in concorso di grossi quantitativi di stupefacenti. Il marocchino, indagato per il momento a piede libero, risponderà per ora solo del riciclaggio.

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