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La commissione straordinaria è preoccupata che i conti dell’ente “saltino” per via dei debiti fuori bilancio. E in questo comunicato che pubblico si è appunto premurata di spiegare che i guai finanziari del Comune sono dovuti ai debiti fuori bilancio, che “potenzialmente sono in grado di determinare il mancato rispetto del patto di stabilità”. Tuttavia per dovere di cronaca vale la pena ricordare quanto segue: il 24 ottobre 2013 nel documento di passaggio dalla gestione dell’amministrazione Celeste a quella dei commissari il saldo attivo dell’ente  risultante del conto di fatto era di euro  1.409.020,95. Nella relazione che è alla base del commissariamento dell’ente si afferma che tutti i bilanci sono regolari e privi di debiti fuori bilancio.

Come la situazione sia precipitata oggi nell’allarmante situazione, rappresentatata dalla commissione, si fatica a comprendere, ma tant’è stando ai commissari. In ogni caso per ‘organo prefettizio la ricognizione dei conti resta preoccupante tant’è che, come si legge nel comunicato, nell’intento di evitare il mancato rispetto del patto di stabilità, si è riservato due strade: 

1) ha provveduto a richiedere sia al Ministero dell’Economia e delle Finanze che alla Regione Lombardia spazi finanziari per poter saldare almeno una parte di questo passivo, senza incidere sul patto di stabilità; 
2) verificherà, qualora ravvisasse l’obbligo a pagare, la possibilità di rateizzare i pagamenti che non possono rientrare negli spazi finanziari suddetti. La situazione evidentemente è difficile anche perché aver dovuto destinare l’avanzo di amministrazione per pagare debiti pregressi impedisce di utilizzarlo per altre spese di investimento di cui il Comune pure avrebbe bisogno.
La commissione -si legge ancora nel comunicato- già all’atto del suo insediamento, avvenuto il 17 ottobre 2013, si era trovata alle prese con l’esistenza di numerose richieste di pagamento relative a debiti di diversa natura contratti negli anni precedenti dal Comune senza aver preventivamente verificato la disponibilità di bilancio e, quindi, assunto il necessario, formale impegno per spese legali, spese tecniche, oneri di urbanizzazione, forniture e lavori: le richieste ammontano a oggi a 633.715,30 euro. L’origine e la formazione di tali debiti è al vaglio di questa aministrazione e l’elenco non appare ancora definitivo. Alcuni sono già stati riconosciuti quali debiti fuori bilancio in esecuzione di decreti ingiuntivi e 16.563,92 euro. Per le altre istanze è in corso di attenta verifica l’esistenza dei presupposti richiesti dalla normativa (art. 193 del T.U.E.L) per il loro riconoscimento come debiti fuori bilancio anche attraverso un confronto con la Corte dei Conti. Inoltre va tenuto presente che la signora Gherzi, a seguito della sentenza n° 2336/2013 del TAR Lombardia, che ha annullato il PII Cascine San Giuseppe – Villa Colombo, ha chiesto il pagamento di 10.175.375 euro a titolo di restituzione oneri e spese nonché interessi e risarcimento danni. Le somme sono considerevoli, non ancora definitive, e la commissione ha destinato al loro pagamento, a titolo precauzionale, l’avanzo di amministrazione.

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